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L'affanno delle microimprese nella corsa ai fondi UE

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 L'affanno delle microimprese nella corsa ai fondi UE
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Una maglietta in cambio di una notte gratis a Roma. L’idea è venuta ad Antonello Alivernini, operatore Airb&b romano che durante la crisi del Coronavirus ha chiamato tutti i suoi vecchi ospiti e ha proposto loro di acquistare la t-shirt, col suo logo, in cambio di un pernottamento. Durante la crisi Antonello non ha ricevuto nessun aiuto dallo Stato e ora si aspetta qualcosa di meglio dal Recovery fund dell’Unione europea. "Credo che l'Unione europea debba riconoscere ogni cittadino come un lavoratore e ogni lavoratore come un cittadino – spiega -. Bisogna prima comprendere come le persone vivono, e lavorano e poi pensare a degli aiuti su misura.”

La Regione Lazio ha predisposto diversi aiuti finanziari alle imprese turistiche, ma la tipologia di Alivernini, che affitta appartamenti per subaffitare ai turisti non rientrava nella lista delle attività aggiudicatarie degli aiuti.

Quanto ai soldi europei, non arriverranno prima del primo semestre del 2021.

Recovery fund - Next generation EU

l’Unione europea ha assegnato all'Italia ben 209 miliardi di euro di cui 82 miliardi di sovvenzioni a fondo perdutoe 127 miliardi di prestiti agevolati.

I soldi vengono dai 750 miliardi del Recovery fund che verranno presi in prestito dall’Unione europea. Ma nella corsa i fondi europei, i piccoli lavoratori autonomi temono di essere spazzati via.

“Come CNA chiediamo un'attenzione particolare per le piccole e medie imprese – spiga Elisa Vitella, responsabile della Conferazione nazionale dell'Artigianato a Bruxelles - in particolare per le micro, che rappresentano gran parte di questo mondo imprenditoriale. Chiediamo delle misure dedicate che siano articolate in base alla dimensione in modo da non lasciare fuori i microimprenditori.”

Secondo la definizione europea le piccole e medie imprese hanno da un minimo di dieci ad un massimo di 250 dipendenti. Le microimprese, invece, hanno da uno a nove dipendenti.

L’Italia deve presentare i progetti su come spenderà i soldi europei,entro ottobre. Priorità verrà data a digitalizzazione, infrastrutture e green economy. Per le Piccole e medie imprese il Recovery fund potrebbe rappresentare un'opportunità per lanciarsi nell’e-commerce e usare energie pulite.

Il controllo europeo

“I soldi vanno spesi bene perché – ricorda Patrizia Toia, eurodeputata del PD in Commissione Industria - l'Europa sarà molto severa su questo, sulla qualità dei progetti e sulla loro realizzibilità, l'execution, che sarà importante come la qualità. Bisognerà dire tempi, modi di attuazione certi, e dimostrare di essere un Paese con le idee chiare. E - aggiunge - dobbiamo anche dimostrare di avere capacità di assorbimento della spesa. Non possiamo permetterci di accumulare ritardi." Ma niente ansia, tranquillizza l'europarlamentare: "Il passaggio di esame europeo non dobbiamo viverlo come un controllo, ma dobbiamo viverlo come uno stimolo a dare il meglio di noi.”

Nel frattempo, piccoli lavoratori autonomi come Antonello cercheranno di non sopperire alla crisi.