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Covid, tamponi: anche in Francia i medici deplorano tempi troppo lunghi

Medici in Francia
Medici in Francia   -   Diritti d'autore  Jean-Francois Badias/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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In Francia non si parla ancora ufficialmente di una seconda ondata, ma si è indubbiamente di fronte a una recrudescenza del virus con oltre 55.000 nuovi casi positivi registrati in una settimana.

Più di 55.000 nuovi casi in una settimana

Di fronte a un evidente peggioramento della situazione sanitaria, i medici francesi sulle colonne del Journal du dimanche hanno lanciato l'allarme e chiedendo di "fischiare la fine della pausa" invitando la popolazione a limitare gli incontri, in questo caso quelli privati, ​​dove si verificano molte nuove contaminazioni.

"Abbiamo visto che molti casi sono casi familiari, i contagi avvengono in famiglia o sul posto di lavoro. È quindi essenziale rispettare i gesti barriera non appena si è in uno spazio chiuso", sottolinea Jean-Paul Hamon, il presidente della Federazione dei medici di Francia.

"Questo fine settimana abbiamo avuto di nuovo un rave party vicino a Nantes. Tutto questo non è molto ragionevole, perché anche se siamo all'aria aperta e c'è meno rischio di contaminazione, abbiamo più possibilità essere contaminati durante i raduni dove siamo molto vicini gli uni agli altri".

Oltre un milione di test a settimana

I medici devono selezionare i pazienti e indirizzarli a test di screening, se necessario. Ma Jean-Paul Hamon deplora la mancanza di reattività dei laboratori analitici:

“Dovremmo poter fare testare le persone durante il giorno e avere i risultati entro 12 o 24 ore, ma sfortunatamente non è così, molto spesso il risultato lo si ha tra i cinque e i sette giorni. I test veloci sono un'utopia, così come trovare i laboratori che fanno i testano e danno i risultati velocemente, ma oggi è molto molto difficile avere e fare questi test, e questo è ciò - isolare i positivi - permetterebbe di contenere l'epidemia".

La Francia ha notevolmente aumentato negli ultimi mesi la sua capacità di screening per il Covid-19, da 200.000 test settimanali a più di un milione di oggi.