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Rivoluzione tecnica in Formula 1: ibrido potenziato, aerodinamica attiva, addio DRS

Il pilota della McLaren Oscar Piastri in pista durante i test precampionato di Formula 1 a Sakhir, in Bahrain, 2026.
Il pilota McLaren Oscar Piastri in pista durante i test precampionato di Formula 1 a Sakhir, in Bahrein, nel 2026. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Anushka Roy
Pubblicato il
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I regolamenti di Formula 1 per il 2026 introducono ampie novità tecniche, intervenendo su tutto: dalla carrozzeria fino al motore delle monoposto.

La nuova stagione di Formula 1 (F1) prende il via questo fine settimana, con novità e regolamenti che rappresentano una revisione tecnica profonda dello sport.

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I regolamenti 2026 sono il più grande cambiamento che la F1 abbia visto da decenni (fonte in inglese), e l’ingegno è al centro della scena: con nuove power unit, carrozzerie ripensate e carburanti sostenibili, le innovazioni di questa stagione avvicineranno la F1 sia alle auto stradali di tutti i giorni sia al suo obiettivo di essere a emissioni nette zero di carbonio entro il 2030 (fonte in inglese).

La power unit

Una delle principali novità riguarda il cuore pulsante della monoposto: la power unit. Nel 2014 la F1 ha adottato per la prima volta una power unit ibrida. Quest’anno si spinge ancora di più sulla componente elettrica, con un aumento del 300 per cento della potenza della batteria (fonte in inglese)rispetto alla precedente generazione di power unit, secondo la Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA), l’organo di governo dello sport.

La power unit è composta dal motore a combustione interna (ICE), dal turbocompressore, dalla batteria e dal motogeneratore MGU-K, che recupera energia in frenata e ne consente il riutilizzo.

In questa stagione, pur mantenendo il motore V6 turbo da 1,6 litri, le nuove power unit offriranno una ripartizione quasi 50/50 tra potenza elettrica e combustione interna.

Queste modifiche puntano ad avvicinare la tecnologia alla guida di tutti i giorni, in un momento in cui i veicoli alimentati esclusivamente da motore a combustione interna e carburanti fossili stanno venendo gradualmente eliminati. L’UE ha annunciato un divieto (fonte in inglese), rivisto lo scorso dicembre, sulla vendita di nuove auto a benzina e diesel a partire dal 2035.

L’avvicinamento tra pista e strada è anche fondamentale per attirare nuovi costruttori in F1. Il ritorno di Ford in collaborazione con Red Bull Powertrains, per esempio, è stato motivato dall’interesse del gruppo per i veicoli elettrici e per innovazioni da trasferire ai propri prodotti.

«Il ritorno di Ford in Formula 1 con la Red Bull Racing riguarda soprattutto la direzione che sta prendendo l’azienda: veicoli ed esperienze sempre più elettrici, definiti dal software e moderni», ha dichiarato il presidente e CEO di Ford Motor Company, Jim Farley.

«La F1 sarà una piattaforma estremamente conveniente per innovare, condividere idee e tecnologie e coinvolgere decine di milioni di nuovi clienti.»

Monoposto in pista durante un test pre-stagionale di F1 sul circuito di Sakhir, in Bahrain, 2026.
Monoposto in pista durante un test pre-stagionale di F1 sul circuito di Sakhir, in Bahrain, 2026. AP Photo

In pista, le nuove regole sulle power unit renderanno la stagione più impegnativa. I team dovranno imparare progressivamente come si comporta l’unità motrice nelle reali condizioni di gara. Questo potrebbe significare dover affrontare problemi di affidabilità del motore, con cali di potenza e prestazioni imprevedibili nel corso dell’anno.

Sulla base di quanto emergerà, i fornitori di motori modificheranno le power unit per eliminare i problemi di affidabilità nelle stagioni successive, all’interno di questo quadro regolamentare.

Sono previste anche nuove funzioni, come l’«Overtake Mode», che fornisce ai piloti energia elettrica extra se si trovano entro un secondo dalla vettura che li precede e che può essere attivata in un punto di rilevamento sul tracciato.

Si tratta di uno dei sistemi che andranno a sostituire il Drag Reduction System (DRS), che permetteva ai piloti di aprire un flap dell’ala posteriore, ridurre il carico aerodinamico e aumentare la velocità in apposite zone per attaccare un avversario entro il secondo di distacco.

La fine del DRS e le nuove soluzioni aerodinamiche

Il DRS è stato sostituito anche dall’«Active Aero», un nuovo sistema che consente di modulare la quantità di carico aerodinamico che grava sulla vettura. È composto da ali anteriori e posteriori mobili che riducono la resistenza all’avanzamento in specifiche porzioni del circuito. I piloti potranno usarlo in ogni giro e non dovranno più trovarsi entro un certo distacco dall’auto che li precede.

Le paratie mobili possono essere regolate in due modalità. La «Z mode» genera un elevato carico aerodinamico – fondamentale in curva – e le vetture tornano automaticamente in questa configurazione in frenata.

La «X mode» riduce la resistenza e può essere attivata in zone precise, spingendo le monoposto a velocità più elevate sui rettilinei. A differenza dell’Overtake Mode, l’Active Aero non nasce solo per aiutare i sorpassi: con power unit molto più dipendenti dall’energia elettrica, questa soluzione aerodinamica consente anche di risparmiare energia riducendo la resistenza sui rettilinei.

Il pilota Mercedes George Russell in pista durante un test pre-stagionale di F1 a Sakhir, in Bahrain, 2026.
Il pilota Mercedes George Russell in pista durante un test pre-stagionale di F1 a Sakhir, in Bahrain, 2026. AP Photo

Team e piloti stanno cercando di capire quale impatto avranno queste novità sui Gran Premi. «Siamo tutti abituati a un certo formato... ma il prossimo anno [2026] ogni pilota userà ali anteriori e posteriori mobili insieme, in molti punti del giro, e sfrutterà l’energia per favorire i sorpassi», ha spiegato (fonte in inglese) a dicembre il vice direttore tecnico della Mercedes, Simone Resta.

«Sarà diverso e potenzialmente molto più imprevedibile il modo in cui i piloti useranno l’energia per superare.»

Il pilota McLaren Oscar Piastri parla con il suo team durante un test pre-stagionale di F1 a Sakhir, in Bahrain, 2026.
Il pilota McLaren Oscar Piastri parla con il suo team durante un test pre-stagionale di F1 a Sakhir, in Bahrain, 2026. AP Photo

Tecnologia nei test: le squadre da tenere d’occhio

I test pre-stagionali in Bahrain, lo scorso febbraio, hanno offerto una prima idea di come le scuderie abbiano interpretato il nuovo regolamento tecnico, mettendo in luce le innovazioni da seguire all’inizio del campionato.

Charles Leclerc, con la Ferrari, ha firmato il miglior tempo nell’ultima sessione di prove, e l’approccio del team al regolamento ha prodotto soluzioni particolarmente ingegnose.

Secondo le Tech Talks (fonte in inglese) di F1TV, le squadre motorizzate Ferrari sembrano aver dato priorità alla fase di partenza nella progettazione della power unit. La Ferrari dispone anche di un’ala posteriore rotante e di una piastra dietro il terminale di scarico (fonte in inglese).

La Ferrari raccoglie dati durante un test pre-stagionale di F1 a Sakhir, in Bahrain, 2026.
La Ferrari raccoglie dati durante un test pre-stagionale di F1 a Sakhir, in Bahrain, 2026. AP Photo

La Mercedes si è imposta come un’altra seria candidata per questa stagione. Entrambe le monoposto hanno registrato alcuni dei giri più veloci in entrambi i test pre-stagionali e hanno completato il maggior numero di tornate nella seconda sessione, secondo la Formula 1 (fonte in inglese).

La Mercedes, che è fornitrice di power unit per tre squadre – Mercedes, McLaren e Alpine – è stata anche al centro di una polemica pre-stagionale (fonte in inglese) relativa ai suoi motori, che potrebbe portare a una revisione del regolamento a campionato in corso, secondo la FIA.

La Red Bull ora sviluppa internamente le proprie power unit per l’Oracle Red Bull Racing e per la Visa Cash App Racing Bulls, grazie a una partnership con la Ford.

I meccanici Red Bull preparano la monoposto di Max Verstappen durante un test pre-stagionale di F1 a Sakhir, in Bahrain, 2026.
I meccanici Red Bull preparano la monoposto di Max Verstappen durante un test pre-stagionale di F1 a Sakhir, in Bahrain, 2026. AP Photo

Carburanti sostenibili

Quest’anno la F1 utilizza Advanced Sustainable Fuels per alimentare le vetture. Si tratta di carburanti sintetici ottenuti da fonti come biomassa non alimentare e rifiuti urbani, secondo la FIA (fonte in inglese).

In collaborazione con l’organizzazione non profit britannica Zemo Partnership (fonte in inglese), la FIA ha sviluppato il Sustainable Racing Fuel Assurance Scheme (SRFAS) per verificare che tutti i carburanti usati in F1 rispettino i criteri fissati dalla Federazione.

Questi carburanti sono stati impiegati in passato nei campionati di Formula 2 e Formula 3. Secondo la Formula 1 (fonte in inglese), sono stati progettati come carburanti “drop-in”, cioè sintetici che possono sostituire direttamente quelli convenzionali e sono compatibili con i motori e le tecnologie di power unit esistenti.

La F1 vuole restare rilevante per il mondo dell’auto e sviluppare innovazioni in grado di cambiare la vita quotidiana.

«L’obiettivo di lungo periodo è rendere questi carburanti accessibili al mercato del trasporto su strada, contribuendo a ridurre le emissioni di gas serra nel settore dei trasporti», ha dichiarato la FIA (fonte in inglese).

Il pilota Ferrari Charles Leclerc in pista durante un test pre-stagionale di F1 a Sakhir, in Bahrain, 2026.
Il pilota Ferrari Charles Leclerc in pista durante un test pre-stagionale di F1 a Sakhir, in Bahrain, 2026. AP Photo

Le innovazioni messe in mostra dalla F1 in questa stagione potrebbero essere adattate alle auto stradali di tutti i giorni e contribuire a sviluppare la sostenibilità nel motorsport.

«La sfida più grande è probabilmente che stiamo ripartendo da zero su tutto – nuove gomme, nuovo carburante, nuovo motore, nuovo telaio, nuovo regolamento sportivo, tutto nuovo. È piuttosto impegnativo», ha detto a Sky Sports il team principal della Ferrari, Frédéric Vasseur.

«Ma in un certo senso è anche nel DNA del nostro sport affrontare questo tipo di sfida.»

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