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Russia: elezioni regionali e comunali. Il partito di Putin in testa

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Si profila una vittoria schiacciante, e senza sorprese, di Russia Unita, il partito di Putin, alle elezioni per il rinnovo dei governatori che si sono svolte in 18 delle 85 regioni russe.

Secondo gli exit polls, supportati dalle perazioni di spoglio ormai in stadio avanzato la formazione governativa si imporrebbe ovunque, lasciando all'opposizione solo qualche località simbolica, come Tomsk, dove peraltro è stato avvelenato il leader dell'opposizione Alexei Navalny, in Siberia, dove sono state denunciate numerose presunte irregolarità.

La posta in gioco è alta, circa un terzo dell'elettorato del Paese, 35 milioni di elettori, è stato chiamato domenica a eleggere 9.000 amministratori locali e una ventina di governatori regionali.

"Russia Unita", il partito del presidente Vladimir Putin, è avanti nelle elezioni regionali e amministrative anche stando alle dichiarazioni del presidente del partito Dmitry Medvedev, che ha elogiato il successo elettorale lasciando intendere che in base ai risultati preliminari, non si prevede che si tenga un ballottaggio.

L'opposizione reagisce benino malgrado l'avvelenamento di Navalny

Il voto arriva a poche settimane dopo il sospetto avvelenamento del leader dell'opposizione Alexei Navalny, che in vista del voto aveva pianificato una campagna elettorale volta a ostacolare il partito del capo dello Stato, accettando di sostenere candidati di altre forze purché in condizione di spodestare gli esponenti filo-governativi.

Una linea politica che è proseguita nelle iniziative della coalizione Novosibirsk 2020. "È l'occasione per mostrare a tutta la Russia che è possibile che le forze democratiche e di opposizione unite possano sconfiggere Russia Unita alle elezioni. È l'occasione per provare che tutto ciò funziona", dice Sergei Boyko, membro della coalizione di opposizione "Novosibirsk 2020".

"Ho votato per candidati alternativi, non per quelli favoriti. Perché dobbiamo cambiare qualcosa ed evitare la stagnazione. Quando si guarda in che condizioni sono lasciate le strade, tutto viene trascurato e nessuno si preoccupa", aggiunge un elettore.

Russia Unita domina il parlamento federale e molte amministrazioni regionali: il capo del Cremlino Vladimir Putin ne è di fatto il leader.

Le elezioni vengono vissute come un test della popolarità, in netto calo nel pieno di una crisi economica, resa ancora più difficile dalla pandemia di coronavirus.

Le consultazioni si tengono a un anno dalle legislative e va da sé che vengono considerate un test per il Cremlino.

Gli alleati dell'oppositore russo Alexei Navalny hanno vinto seggi a Tomsk in Siberia e anche a Novosibirsk, dove il responsabile della sede locale Sergei Boiko, che guidava un'alleanza di 30 candidati, ha vinto un seggio in consiglio.

Immarcescibile Putin

Malgrado tutto, stando all'istituto demoscopico Levada, Vladimir Putin continua a godere di un ampio sostegno con il 66% dell'elettorato che si dice con lui e in linea con la sua linea politica.

A Russia Unita era attribuiti il 31,5% nell'intenzione di voto, una delle percentuali più basse dal 2006.

Il voto arriva a due mesi dopo una controversa riforma costituzionale che consente a Putin di rimanere al potere fino 2036.

L'economia russa procede al rallentatore da anni: stagnazione e sanzioni occidentali a seguito dell'annessione della Crimea non hanno aiutato e quest'anno dovrebbe contrarsi i diversi punti percentuali stando alle stime della Banca Mondiale.

La gente è stanca

La stagnazione economica e la repressione delle forze dell'ordine armano la protesta pacifica.

Nelle scorse settimane, decine di migliaia di persone hanno marciato regolarmente nella città orientale di Khabarovsk contro l'arresto del governatore della Regione.

Sergei Furgal è stato arrestato e portato in aereo a Mosca all'inizio di luglio con l'accusa di coinvolgimento in più omicidi, per i manifestanti contestano le accuse erano motivate politicamente.

Lo scorso agosto, decine di migliaia di persone si sono radunate anche a Mosca in una delle più grandi proteste politiche della città degli ultimi anni per denunciare l'esclusione dell'opposizione e dei candidati indipendenti dal voto del consiglio locale.