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Lesbo, la protesta dei migranti di Moria: chiedono di lasciare l'isola

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Di Euronews
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Lesbo, la protesta dei migranti di Moria: chiedono di lasciare l'isola
Diritti d'autore  Thanassis Stavrakis/AP
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Un fiume di gente lungo la strada: sono soprattutto afgani, ma anche africani i migranti rimasti senza un riparo dopo gli incendi che hanno devastato il campo profughi di Moria a Lesbo.
Manifestano contro lo stallo mentre la polizia antisommossa tiene sotto controllo il corteo

Per Euronews Apostolos Staikos racconta i fatti dall'isola di Lesbo:" 'Moria è distrutta, è il passato e non abbiamo un posto dove stare'. Questo è quanto dicono i circa 3.000 rifugiati che protestano e chiedono alle forze dell'ordine di lasciarli scendere al porto. Chiedono agli Stati membri dell'Unione Europea di aprire le porte e accoglierli.

Le richieste dei migranti, bloccati a Lesbo

Abdul Karim Morady è afgano, chiede di lasciare l'isola: "Siamo qui da due anni - spiega Abdul - non possiamo restare qui ancora per molto. La Polizia deve vergognarsi. Non possiamo vivere qui, ci sono un sacco di problemi".

Anche Salina Qurbani è afgana. Si associa alla richiesta accorata di Abdul: "Non voglio cibo, non voglio acqua, non voglio il primo soccorso - ci dice Salina - voglio solo che la Grecia ci permetta di lasciare Moria. Solo questo, ho bisogno di questo, per favore".

"L'Ue non può fallire ancora sulle migrazioni in Grecia"

A Lesbo è stato di emergenza. Il vice presidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, che ha incontrato la presidente greca Sakellaropoulou e il primo ministro Mitsotakis, ha detto che ulteriori navi, finanziate dall'Unione, offriranno un rifugio ai più bisognosi.

"Faremo tutto il possibile per avere tutti i governi d'Europa al nostro fianco in questo nuovo inizio - dichiara Schinas - perché l'Europa, ho già detto, non può fallire due volte su una questione così importante".

"Una tale tragedia potrebbe essere stata necessaria per sensibilizzare ancora una volta tutti in Europa, per far capire a tutti che questo problema non può essere gestito dai soli paesi ospitanti, dai paesi alle frontiere esterne dell'Europa", ribadisce il premier greco Mitsotakis.

La soluzione europea rilanciata dalla Germania

Dalla Germania, che insieme ad altri Paesi accoglierà una parte dei minori non accompagnati di Moria, arriva il monito del ministro dell'Interno Horst Seehofer: "Se noi come Repubblica Federale Tedesca crediamo di poter risolvere da soli la politica europea in materia di asilo, allora il 2015 si ripeterà e non ci sarà più una soluzione europea".

Il sistema dell'accoglienza è al collasso e la Grecia inasprisce i requisiti in materia di asilo, tagliando i sussidi in denaro e la disponibilità di alloggi per scoraggiare ulteriori migrazioni.