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Coronavirus, come parlare ad un amico o ad un parente che crede nelle teorie del complotto

Residenti locali e attivisti anti-5G manifestano per opporsi alla costruzione di ripetitori nel quartiere Boyle Heights a Los Angeles, sabato 2 maggio 2020
Residenti locali e attivisti anti-5G manifestano per opporsi alla costruzione di ripetitori nel quartiere Boyle Heights a Los Angeles, sabato 2 maggio 2020   -   Diritti d'autore  Damian Dovarganes/AP
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Cospirazioni e teorie del complotto non sono una novità, se ne ha notizia fin dalla notte dei tempi.

C'è chi dice che non siamo mai atterrati sulla luna, oppure che il cambiamento climatico è una bufala. C'è perfino qualche terrapiattista che si imbarca per raggiungere la fine del mondo e si trova a dover essere soccorso in mezzo al mare.

Durante la pandemia di Covid-19, però, le teorie della cospirazione sembrano aver fatto il salto di qualità, installandosi sempre più nel discorso mainstream e nel nostro quotidiano.

Nelle ultime settimane, a Berlino, Dublino, Londra e Parigi, si sono tenute manifestazioni di scettici e cospirazionisti che ancora non credono all'esistenza del nuovo coronavirus. Molti dei manifestanti credono alle teorie - senza alcuna base scientifica - sulla pericolosità del 5G.

Ma come si fa a discutere con queste persone? E se fossero nostri amici e familiari a credere alle più strampalate teorie del complotto? Come ci si rapporta con loro?

Lo abbiamo chiesto a Daniel Jolley, docente della Northumbria University specializzato in psicologia delle teorie cospirative. Ecco cosa ci ha risposto.

Fate attenzione al vostro tono

Assicuratevi di non avere un atteggiamento assertivo ma neppure condiscendente.

É importante capire come mai il nostro interlocutore abbia sviluppato un determinato punto di vista.

Sappiamo che le persone credono nelle cospirazioni per alleviare la propria ansia, come reazione ad una minaccia. Cercano di orientarsi come possono nella complessità del mondo in cui viviamo.

Chiedere: come mai hai sviluppato questa posizione?

Cercate quindi di capire come mai il vostro interlocutore è arrivato a credere ad una teoria davvero poco verosimile.

Chiedete loro: perché credete in questa cospirazione? Se sarete in grado di individuare alcuni meccanismi reconditi - l'ansia per la pandemia, ad esempio - potrete cercare di parlare di questi sentimenti invece che tentare invano di smontare una teoria del complotto.

Mostrare quali sono i fatti non basta

Naturalmente, è importante presentare i fatti e smentire le falsità.

Tuttavia, se qualcuno ha investito un grande capitale emozionale in una teoria del complotto, oppure ci crede ciecamente, convincerlo del contrario sarà molto impegnativo.

Meglio quindi, potenzialmente, tentare un approccio psicologico che vada alla radice, che cerchi di capire come si è arrivati ad un ragionamento, piuttosto di uno teso a smontarlo con mezzi retorici.

Nessuna redenzione all'improvviso

Queste credenze riflettono la loro visione del mondo. È così che vedono il mondo.

E, come succede ad ognuna delle nostre credenze, ciascuno di noi se la tiene stretta, crede nel suo valore. Soprattutto quando vengono offerte soluzioni semplici a problemi molto complessi.

Se all'improvviso cambiassero di colpo tutte le nostre convinzioni, sarebbe la nostra stessa identità a risentirne, lo sconvolgimento sarebbe enorme. Ci sentiremmo persi.

Quindi è importante sapere che se ci poniamo come obiettivo quello di modificare le convinzioni cospirative di qualcuno, sarà un ciclo. Un processo di cambiamento. Ci vorrà più tempo del previsto.

Nessuno si sveglia all'improvviso diverso dal giorno prima.

Quanto è difficile ragionare con amici e parenti?

É molto difficile e impegnativo, e vale la pena riconoscere che è un processo che prenderà del tempo.

Prima bisogna capire. Una volta capito, si può lavorare per cercare di raggiungere una solida capacità di pensiero critico, di modo che i nostri interlocutori possano davvero valutare nel merito la loro convinzione.

La loro decisione di abbracciare una teoria della cospirazione non è avvenuta dalla sera alla mattina, non è stata rapida, ma ha richiesto un certo impegno. Anche qualche settimana, potenzialmente.

Mettetevi l'anima in pace: rivoluzionare il credo di una persona è piuttosto un obiettivo a lungo termine che uno a breve termine.