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Crisi nel Mediterraneo orientale: Ue e Usa provano a calmare le acque

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In questa foto fornita dal Ministero della Difesa greco, le navi da guerra partecipano a un'esercitazione militare nel Mediterraneo orientale
In questa foto fornita dal Ministero della Difesa greco, le navi da guerra partecipano a un'esercitazione militare nel Mediterraneo orientale   -   Diritti d'autore  Greek Defense Ministry via AP
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Il contezioso tra Grecia e Turchia nel Mediterraneo orientale approda a Berlino, dove in questi due giorni si riuniscono i ministri degli Esteri dell'Unione europea. L'obiettivo è chiaro: convincere i due Paesi a deporre l'ascia di guerra.

Nel frattempo il premier ellenico, Kyriakos Mitsotakis, ha avuto nelle scorse ore una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Quest'ultimo ha espresso la sua preoccupazione per le crescenti tensioni tra i due Paesi, affermando che i due alleati della Nato devono impegnarsi per il dialogo.

Le esercitazioni che non piaccono ad Ankara

Proseguono intanto le esercitazioni militari congiunte di Italia, Francia, Grecia e Cipro, a sud di Creta, per la missione "Eunomia". Esercitazioni che non fanno altro che acuire le tensioni con Ankara. Il ministero degli Esteri turco ha fatto sapere che il dispiegamento di aerei militari francesi a Cipro, è una chiara violazione dei trattati del 1960, che definirono l'indipendenza dell'isola.

La Turchia, infine, ha annunciato l'estensione della missione della nave di rilevamento Oruç Reis, in un'area ricca di giacimenti di gas nel Mediterraneo orientale rivendicata dalla Grecia, con il rischio che la situazione si degradi sempre più.