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Egeo: prova generale di battaglia navale

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Le forze armate greche restano in stato di massima allerta. Erano decenni che Atene ed Ankara non si sfidavano a questo livello per il dominio dell'Egeo che Atene considera placidamente sue acque territoriali. Una nave turca per l'esplorazione ha operato a un passo dalla Grecia. Nato e Germania tentano di gettare acqua sul fuoco ma i venti di guerra soffiano forte con un oggetto del contendere (pretesto?) che si chiama isola greca di Kastellorizo sotto i cui fondali si celano grandi quantità di gas naturale.

Il pretesto dell'isola

Kastellorizo (ben nota agli italiani perché vi è stato girato il film premio Oscar "Mediterraneo" di Gabriele Salvatores), posta a un tiro di schioppo dalla costa turca, ma a circa 600 chilometri dalla terraferma greca, è il culmine di una rivalità antica fra Grecia e Turchia che adesso viene dispiegata a 180 gradi. Al largo di Creta la tensione è palpabile con navi e aerei da combattimento greci, turchi, ciprioti, sauditi, francesi e di altre nazionalità che si fronteggiano in un angusto spazio marittimo ed effettuano prove e controprove militari opposte come se si stesse cercando l' incidente.

La permanente crisi mediterranea

Una crisi mediterranea che non smette di aggravarsi alimentata dalle ambizioni geopolitiche del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. E pare vero che il quadro non possa essere ridotto ad una semplice questione di idrocarburi. La prova potrebbero essere gli aerei caccia degli Emirati Arabi Uniti giunti ad Atene per partecipare alle manovre aeronavali. Gli Emirati osteggiano le ambizioni turche non solo in Libia almeno quanto l’Egitto del maresciallo Al Sisi, nemico giurato dei Fratelli musulmani.

Sfida a distanza ravvicinata

La sfida a distanza ravvicinata con flotte navali e aeree che partecipano ad esercitazioni contrapposte - a cui prende parte anche l'Italia al fianco di Francia, Grecia e Cipro - ha trasformato questo specchio di Mare Egeo in una polveriera. Bisognerebbe evitare "ogni scintilla", come quella della collisione tra le fregate turca e greca del 12 agosto. I toni duri di Erdogan vanno valutati per quello che sono. Ma intanto il dossier del Mediterraneo orientale è talmente rovente da essere diventato l'argomento più importante alla riunione informale dei ministri della Difesa dell'Ue, a cui era presente anche il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg che, arbitro nella lite tra alleati, ha richiamato alla "distensione" e al "dialogo".

Sulla stessa linea anche la raccomandazioni della tedesca Annegret Kramp-Karrenbauer: "Occorre fare spazio per trovare una soluzione politica" e la Germania "sta lavorando alla mediazione a vari livelli". Ma Grecia, Cipro, Austria e Francia e vari altri partner europei insistono sulla strada delle sanzioni. Un'opzione che viene valutata al consiglio dei capi delle diplomazie dell'Ue, quando l'Alto rappresentante Josep Borrell metterà tutte le carte in tavola.

L'attuale escalation tra Atene e Ankara era iniziata poco dopo la firma dell'accordo di demarcazione marittima tra il governo greco e quello egiziano del 6 agosto, con la Turchia che aveva inviato la nave Oruc Reis per la ricerca di gas nelle acque dell'isola greca di Castelrosso. Un'intesa in netto contrasto con quella siglata a novembre tra Erdogan e il premier libico Fayez Al Sarraj per una spartizione del Mediterraneo orientale, in cambio di aiuto militare contro il generale Khalifa Haftar (sostenuto da Russia, Egitto ed Emirati).

I globali timori europei

Tutto questo preoccupa un paese come la Germania, che diversamente dalla Francia ha deciso di non opporsi alla Turchia e di mostrare i muscoli. Berlino ha inviato il 25 agosto il suo ministro degli esteri ad Atene ed Ankara per tentare una mediazione.

I grandi venditori di armi a Grecia e Turchia

Premettendo che lo shopping di armamenti riguarda in genere programmi molto costosi e di lunga durata non sorprende che i duellanti si rivolgano alle diplomazie dei paesi che hanno rifornito in modo rilevante le loro forze armate. La Francia, scesa immediatamente in campo al fianco di Atene, ha venduto ai Greci 20 elicotteri medi NH90. La Germania ha realizzato per la marina ellenica 3 sottomarini Type-214. Dalla Gran Bretagna Atene ha comprato diverse navi lanciamissili SUPER VITA armate con i potenti missili antinave di fabbricazione francese Exocet (si parla di forniture di decine di esemplari). La spesa bellica della Grecia si attesterebbe sui 7 miliardi di dollari all'anno mentre quella turca sfiora i 19 miliardi annui.

Le poderose commesse elleniche di carri armati alla Germania si sono snocciolate negli anni con ampi sospetti di tangenti, in qualche caso confermati dall'esito delle inchieste giudiziarie, in particolare sull'asse Atene-Berlino. Una delle ultime commesse è stata dell'importo di 2,3 miliardi di euro per ben 170 nuovissimi carri armati Leopard 2A6 HEL, uno dei veicoli fra i più moderni e costosi al mondo. La Grecia possiede 1353 carri armati quindi non si trattava dei primi carri armati comprati dalla Grecia e nemmeno di un nuovo modello destinato a sostituire i carri obsoleti. Il parco greco contava già su ben duecento carri Leopard 2. Diversi anni fa era già stupefacente notare che un paese fatto di penisole e isolette possedeva 353 Leopard 2. Per fare un paragone l' Italia dispone di poche centinaia di carri armati operativi, si parla in prevalenza di 200 Ariete, che sono equivalenti ma molto meno costosi dei Leopard 2.

Il ruolo dell'Italia

Depositaria di una diplomazia meno attiva di quella tedesca l'Italia resta su posizioni più attendiste, la Turchia del resto è uno dei maggiori acquirenti dell’industria degli armamenti italiana; basti pensare che le forze armate turche dispongono di diversi elicotteri T129, praticamente una licenza di coproduzione degli elicotteri italiani di AW129 Mangusta di Augusta Westland. Le ultime commesse di armi all'Italia da parte di Ankara hanno annoverato 50 A-129C Mangusta, vale a dire elicotteri d'attacco leggeri, 15 Mangusta di altra caratura, 6 aerei ATR-72MP con apparecchiature antisommergibili. Dalla Germania i greci hanno comprato 6 sottomarini Type 214 che erano stati ordinati nel 2015, dalla Russia erano giunte abbastanza recentemente le famose batterie missilistiche S-400/SA-21 e poi tutta una serie di aerei da USA, Canada, elicotteri Sikorsky S-70 e non solo. La Turchia dispone di quasi 700 mila uomini in armi , spende più di 18 miliardi di dollari annui per l'esercito, dispone di un totale di 145 navi militari di cui 13 fregate e 12 sottomarini.

Grecia Turchia
Popolazione 10.846.97979.814.871
Spesa militare 7 mld/USD (2,3% del PIL)18,2 mld/USD (2,2% del PIL)
Truppe143.000685.862
Carri armati1.3532.435
Blindati3.4007.947
Artiglieria1.1622.546
Batterie missilistiche152462
Aerei6201.351
Elicotteri268606
Navi99145
Fregate1316
Sottomarini1112