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La furia omicida del suprematista Tarrant. Voleva colpire altre moschee

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La furia omicida del suprematista Tarrant. Voleva colpire altre moschee
Diritti d'autore  John Kirk-Anderson/AP
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Voleva colpire ancora. Brenton Tarrant. il suprematista bianco che lo scorso anno, uccise, a colpi di arma da fuoco, 51 persone in due in due moschee a Christchurch in Nuova Zalanda, aveva intenzione di attaccare altri luoghi culto islamico per poter fare “più vittime possibile”.

I racconti dei sopravvissuti alla strage

A riferirlo la procura neozelandese durante la prima delle udienze in cui si dovrà decidere la pena. In aula intanto Tarrant è rimasto impassibile davanti ai superstiti e i familiari delle vittime. "Ci siamo guardati negli occhi io e quell’uomo, racconta un sopravvissuto, Mi ricordo ancora quando mi ha puntato la pistola addosso. Poi mi sparato nove colpi.”

Tarrant, che si è dichiarato colpevole di tutti i capi di accusa, compreso quello di terrorismo. La procura ha parlato del piano stragista dell'uomo, pianificato meticolosamente. Ora rischia l'ergastolo, forse senza condizionale - una condanna mai inflitta prima in Nuova Zelanda.

In aula diversi familiari delle vittime. La madre, di un ragazzo rimasto, ha raccontato di aver perdonato l’assassino di suo figlio perché non riesce a provare odio. Non vuole nessuna vendetta. Chi invece non perdona è un'altra donna: "Ha terrorizzato tutta la Nuova Zelanda, racconta, Ha ucciso non solo mio figlio, ma uomini come lui. Non credo che il mondo possa provare pietà per un crimine tanto orribile."

"Ho perdonato l’assassino di mio figlio perché non riesco a provare odio. Non voglio essuna vendetta."
Madre di una delle vittime

Tarrant, aveva trasmesso in streaming via Facebook i momenti di uno degli attacchi. Video poi rimossi dai social. Ora rischia l'ergastolo, forse senza condizionale - una condanna mai inflitta prima in Nuova Zelanda. La sentenza definitiva è attesa per giovedì.