ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Il Covid, l'estate e la grande scommessa dei festival

ScenaMadre - Tre
ScenaMadre - Tre   -   Diritti d'autore  Foto: Elisa Nocentini - Kilowatt Festival
Dimensioni di testo Aa Aa

Mascherina, distanze ma anche spettacoli: l'estate italiana ha di nuovo i suoi festival, anche se in gran parte in scala ridotta. Una scommessa molto rischiosa, quella che gli organizzatori hanno dovuto fare in piena chiusura, tra marzo e aprile: organizzare un festival richiede tempi lunghi, nella gran parte dei casi le kermesse sono state rinviate all'autunno, o addirittura cancellate. In pochi hanno mantenuto le date estive.

A Ravello per esempio, dove dal 1953 si incontra la grande musica, sull'incantevole scenario della costiera amalfitana. È in corso dal 25 luglio, prosegue fino a settembre.

Sempre a fine luglio è tornato il teatro nella spettacolare gola dell'Alcantara, in Sicilia. In corso le repliche dell'Odissea di Giovanni Anfuso, e dal 27 agosto sarà la volta dell'Inferno. Il corso d'acqua separa gli attori dal pubblico, e sono 198 le sedie disposte sulla sabbia, per garantire le distanze. Ulisse qui viene sdoppiato: Davide Sbrogiò e Angelo D’Agosta interpretano lo stesso personaggio, ad anni di distanza.

Il Kilowatt Festival che si è tenuto a San Sepolcro dal 20 al 26 luglio ha un'organizzazione molto complessa, e qualche prima ha dovuto essere cancellata perché in pieno lockdown era impossibile per le troupe provare. Spettacoli quindi tendenzialmente più di piccolo formato, con meno pubblico in sala ma alta qualità e una buona dose di sperimentazione, come consuetudine di questo festival che coinvolge il pubblico in modo tutto particolare: ogni anno i "visionari",

Luca Del Pia/Luca Del Pia
I visionariLuca Del Pia/Luca Del Pia

cioè una trentina di volontari di varia estrazione, selezionano alcune delle compagnie da invitare al festival, che è diventata una delle principali centrali europee di scouting delle nuove compagnie. Festival diffuso, tra l'altro, in particolare quest'anno: vie e piazze coinvolte più che mai.

Spettacoli che a volte funzionano immediamente, a volte dopo qualche dubbio iniziale: gusto e retro-gusto. Jerôme Bel, per

Kilowatt
"Isadora Duncan" - Elisabeth Schwartz (Jerôme Bel)Kilowatt

esempio, ha osato: "Isadora Duncan" attinge all'autobiografia della danzatrice, che con le sue ispirazioni ellenistiche finî per rivoluzionare la danza moderna.

Elisabeth Schwartz, la più grande e forse l'ultima esperta duncaniana francese, porta i suoi anni in scena nei veli bianchi e vaporosi, mentre Chiara Gallerani con la stessa nonchalance legge e spiega: studio sulla danza, più che spettacolo. Ma intriga, e anche molto. Poi un drappello di psettatori, più o meno danzanti, sale sul palco per un breve addestramento ai passi duncaniani. E tra un passo e l'altro scorre la vita della danzatrice, fino alla tragica fine ancora letta dalla voce esterna ma sul palco della Gallerani.

Al via nello scorso fine settimana il festival rossiniano a Pesaro, con "La cambiale di matrimonio", e poi "Il viaggio a Reims" nei prossimi giorni, mentre in pazza del Popolo si tiene una serie di concerti - da Olga Peretyatko a Michele Alaimo, da Jessica Pratt a Juan Diego Florez e Karine Deshayes...

Scelte in parte condizionate, per evitare le parti più corali e quindi lo spostamento di troppe persone.

Questi alcuni dei festival estivi: hanno mantenuto, o in qualche caso spostato appena di qualche settimana, le date estive. Ci sono riusciti, pur limitati dalle regole sanitarie. Meno pubblico, meno giornate e quindi forse meno incassi. Ma enorme soddisfazione e quasi tutto sold out. E poi ci sono gli altri, che per varie ragioni hanno spostato tutto all'autunno: scommessa anch'essa altamente rischiosa, visto l'andamento epidemico.