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Covid-19, in quali Paesi del mondo viene usata di più l'app di tracciamento contatti?

Il segretario di Stato francese al digitale, Cedric O, presenta l'app StopCovid (che non sta andando benissimo)
Il segretario di Stato francese al digitale, Cedric O, presenta l'app StopCovid (che non sta andando benissimo)   -   Diritti d'autore  LUDOVIC MARIN/AFP or licensors
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Solamente in cinque Paesi al mondo le installazioni delle applicazioni di tracciamento dei contatti hanno superato la soglia del 15% della popolazione. In cima alla lista si trovano Qatar, Israele, Australia, Svizzera e Turchia.

In Italia, l'app Immuni ha superato i 4 milioni di download, scaricata da circa il 7% degli italiani: un livello ritenuto ancora sotto le aspettative.

A rivelare le percentuali di adozione nei vari Stati è uno studio della società di analisi Sensor Tower ripreso da Quartz.

Come è noto, per una maggiore efficacia è necessario che le app di tracciamento siano scaricate dal maggior numero di persone. Più cittadini le installano, più possibilità ci sono che i loro telefoni si possano scambiare un segnale e che il proprietario riceva una notifica in caso di contatto con una persona contagiata dal Covid-19.

Circa 50 Paesi le hanno introdotte finora come strumento complementare per combattere la pandemia di Covid (qui un elenco completo).

In India, l'unica democrazia a rendere obbligatorio il download per i suoi cittadini, si sono toccati i 127.6 milioni di download: più del doppio della somma di tutti gli altri Paesi insieme. Tuttavia rimangono tante le perplessità circa la sicurezza informatica dell'app Aarogya Setu.

In Qatar, i cittadini devono scaricarsi l'app o rischiano fino a tre anni di carcere e una multa di 55mila dollari. Tuttavia, si stima che oltre i dati di oltre un milione di persone non siano efficacemente protetti dagli attacchi hacker.

In ogni Stato, le percentuali di adozioni variano tra campagna e città.

L'app francese StopCovid, lanciata il 2 giugno, è riuscita nel primo mese ad inviare solamente 14 notifiche a fronte di 68 utenti che hanno segnalato di essere risultati positivi al coronavirus. Quel che è peggio, centinaia di migliaia di utenti l'hanno poi disinstallata.

Nel Regno Unito, il primo ministro britannico Boris Johnson aveva promesso un sistema di tracciamento contatti di qualità mondiale. L'architrave di questo sistema sarebbe dovuta essere proprio una app lanciata al 1° giugno. Tuttavia, l'idea di un'applicazione centralizzata del sistema sanitario nazionale NHS è stata abbandonata in favore dell'utilizzo della tecnologia sviluppata da Google e Apple. Questa nuova app però non sarà pronta prima del prossimo autunno: al momento "non è una priorità", hanno affermato nel giugno scorso i ministri del governo Johnson.

Contrariamente a quanto si pensa comunemente, ovvero che sia necessaria un'adozione da parte almeno del 60% della popolazione, la rivista di tecnologia del MIT indica come non ci sia una soglia magica oltre la quale è garantita l'efficacia delle app di tracciamento contatti. Anche una percentuale di download inferiore può aiutare a ridurre il tasso di diffusione della malattia e salvare vite.

Tuttavia, fa notare sempre la rivista della prestigiosa università americana, perfino in Paesi con il 40% di adozione, come l'Islanda, il reale impatto dell'applicazione è stato basso rispetto alle tecniche di tracciamento manuale o all'utilizzo del vecchio, caro telefono.