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La prudenza di Melbourne: 6 settimane di lockdown "preventivo"

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La prudenza di Melbourne: 6 settimane di lockdown "preventivo"
Diritti d'autore  L'esterno della stazione di Flinders Street, a Melbourne: non c'è anima viva!
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La stazione ferroviaria di Flinders Street di Melbourne, in Australia, è desolatamente vuota.

Il maestoso esterno della stazione ferroviaria di Flinders Street.

È uno degli effetti del nuovo lockdown di 6 settimane iniziato giovedi, deciso dal primo ministro dello stato di Victoria, Daniel Andrews.

Riguarda esclusivamente l'agglomerato urbano di Melbourne e 11 comuni attorno, per un totale di circa 5 milioni di abitanti.

Tutti gli altri stati australiani hanno deciso, per il momento, di chiudere le frontiere e non lasciar transitare i residenti dello stato di Victoria.

La nuova quarantena si è resa necessaria a causa di un'impennata di casi di Covid-19, nonostante in tutta l'Australia ci siano stati finora poco più di 9.000 contagi e 106 vittime (l'Australia è al 70* posto tra i paesi più colpiti dalla pandemia, l'Italia è undicesima).

I cittadini sembrano applaudire alla decisione delle autorità

Don Sherman, residente a Melbourne:
"Penso che sia un'ottima cosa che il governo locale abbia preso questo provvedimento, perché tutti devono essere consapevoli dei propri diritti e doveri e di ciò che dobbiamo fare in questa situazione critica. E noi stiamo andando avanti con la nostra vita normale, facendo la cosa giusta".

Don Sherman durante l'intervista.

Aggiunge Vani Kumar, altra residente a Melbourne:
"Sì, l'isolamento è necessario, altrimenti i casi non caleranno mai.
Speriamo di uscirne tutti presto".

"L'isolamente è necessario", afferma Vani Kumar.

Un lockdown (quasi) soft

La polizia dello stato di Victoria è già all'opera per controllare gli spostamenti, è necessario mostrare tessere e certificati di lavoro.

I ristoranti e i caffè si limiteranno a servire cibo da asporto, mentre palestre, saloni di bellezza e cinema sono stati costretti a chiudere nuovamente.

I cittadini dovranno rimanere a case, ad eccezione del lavoro, dell'esercizio fisico, delle cure mediche o dell'acquisto di beni di prima necessità.

Un ferrarese ad Ashwood

"Stamattina sono uscito di casa e ho dovuto subito mostrare il mio tesserino delle Poste australiane, dove lavoro", commenta via Whatsapp Massimo Piattella, ferrarese che da 25 anni vive a Melbourne.

"Per la precisione abito ad Ashwood, nella municipalità di City of Monash, siamo a 14 chilometri dal centro di Melbourne. Il lockdown riguarda anche noi", aggiunge Massimo. "Mio figlio, comunque, lunedi riprende la scuola dopo la fine delle vacanze".

Scuola (quasi) per tutti

Il lockdown, infatti, non è cosi drastico.
Lunedi prossimo, in effetti, è prevista l'apertura ufficiale dell'anno scolastico, con le scuole piene di studenti, a cui - unica novità - verrà misurata ogni giorno la febbre.
La riapertura delle scuole vale, comunque, soltanto per le classi degli ultimi anni scolastici, che dovranno poi affrontare gli esami.

Preoccupazioni soprattutto economiche

Daniel Andrews, primo ministro dello stato di Victoria. (Andy Brownbill/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved)

A Melbourne, ci sono preoccupazioni soprattutto per l'impatto economico di questo secondo blocco, che secondo le stime costerà all'economia 6 miliardi di dollari australiani (oltre 4,2 miliardi di dollari).

Soprattutto i business-men non hanno preso bene la decisione del governo di Victoria di "isolare" per altre sei settimane lo stato.

Critiche a "Dan the Man"

Piovono, infatti, critiche al premier Daniel Andrews, detto "Dan the Man", sulla gestione degli australiani di ritorno dall'estero e degli stranieri in arrivo dopo la riaperture delle frontiere.
Mentre altri stati hanno addirittura usato polizia ed esercito per sorvegliare l'isolamento di chi è rientrato in Australia, Andrews avrebbe utilizzato solo guardie di sicurezza private.
Con risultati poco confortanti, a quanto pare.

Controlli di polizia appena fuori Melbourne.