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Sviluppata una retina artificiale liquida per recuperare la vista

Ingrandimento a microscopio a fluorescenze di un neurone della retina (nucleo blu) e delle nanoparticelle polimeriche fotoattive (in rosso) adese alla sua membrana
Ingrandimento a microscopio a fluorescenze di un neurone della retina (nucleo blu) e delle nanoparticelle polimeriche fotoattive (in rosso) adese alla sua membrana   -   Diritti d'autore  Author: Mattia Bramini - Credits: IIT
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Nanoparticelle fotoattive che si comportano come minuscole celule fotovoltaiche, da iniettare nell'occhio per restituire la vista a chi soffre, ad esempio, di retinite pigmentosa o degenerazione maculare legata all’invecchiamento.

Una speranza per i pazienti arriva da un'innovativa retina artificiale sviluppata dai ricercatori del Center for Synaptic Neuroscience and Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova e del Center for Nano Science and Technology dell’IIT di Milano. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale Nature Nanotechnology.

Si tratta del primo modello sperimentale di protesi liquida in cui sono sospese nanoparticelle polimeriche (grandi circa 1/100 del diametro di un capello), a base di carbonio e idrogeno, che prendono il posto dei fotorecettori danneggiati.

Author: Mattia Bramini - Credits: Istituto Italiano di Tecnologia (IIT)
Modello sperimentale di retina liquidaAuthor: Mattia Bramini - Credits: Istituto Italiano di Tecnologia (IIT)

Grazia Pertile, direttrice dell’Unità operativa di oculistica dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella, nel veronese, che ha collaborato allo studio, spiega: “La procedura chirurgica per l'iniezione sottoretinica delle nanoparticelle fotoattive è minimamente invasiva e potenzialmente replicabile nel tempo, a differenza delle protesi retiniche planari. Il tutto mantenendo i vantaggi della protesi polimerica, che è naturalmente sensibile alla luce che entra nell’occhio e non necessita di occhiali, telecamera o sorgenti di energia esterne."

Si attendono ora gli esiti dei test che verranno fatti sull'uomo. "I nostri risultati sperimentali evidenziano la potenziale rilevanza dei nanomateriali nello sviluppo di protesi di seconda generazione volte a curare la cecità degenerativa retinica", dichiara Fabio Benfenati, direttore del Center for Synaptic Neuroscience and Technology dell’IIT di Genova. "La creazione di una retina artificiale liquida ha grandi potenzialità per assicurare un campo visivo ampio e una visione ad alta risoluzione. Racchiudere i polimeri fotoattivi in piccole particelle di dimensioni inferiori ai fotorecettori, aumenta la superficie attiva di interazione con i neuroni retinici, permette di coprire agevolmente l’intera supeficie della retina e di scalare la fotoattivazione a livello di singolo neurone”.

Author: Mattia Bramini - Credits: Istituto Italiano di Tecnologia (IIT)
Modello sperimentale di retina liquidaAuthor: Mattia Bramini - Credits: Istituto Italiano di Tecnologia (IIT)

Il multidisciplinare team di ricerca ha coinvolto anche l’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova e il CNR di Bologna.