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Libia: delegazione turca a Tripoli, l'asse con Ankara si rafforza

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Visita della delegazione turca a Tripoli
Visita della delegazione turca a Tripoli   -   Diritti d'autore  AFP
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L'asse Tripoli - Ankara non piace a nessuno, né agli alleati di Fayez al-Sarraj, presidente del governo di accordo nazionale riconosciuto dall'Onu, né alla parte avversa, e cioè ai sodali del maresciallo Haftar, sostenuto da Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti.

Sempre più forte l'alleanza tra Tripoli e Ankara

Eppure, l'alleanza si rafforza e prova ne è la visita a Tripoli, al presidente al-Sarraj, del ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, accompagnato dal ministro delle Finanze, Berat Albayrak, e dal capo dei servizi segreti, Hakan Fidan.
Secondo fonti istituzionali in agenda c'erano gli "sviluppi della crisi" in Libia, gli "sforzi internazionali per risolverla", il "monitoraggio dell'attuazione del memorandum d'intesa militare e di sicurezza" firmato nel novembre 2019 tra Tripoli e Ankara.

L'impegno militare turco al servizio di al-Sarraj e degli interessi nel Mediterraneo

L'impegno turco sul fronte militare ha consentito ad al-Sarraj di cacciare le forze del maresciallo Haftar da tutta la parte nord-occidentale del Paese.
In ballo per Ankara la definizione delle zone economiche esclusive, ossia le aree del Mediterraneo in cui sarà possibile sfruttare le risorse naturali, gas in particolare.

Le tensioni tra Turchia e Francia

Le ultime settimane sono state quindi segnate da tensioni tra Turchia e Francia, accusata - quest'ultima, nonostante le smentite - di aver scommesso su Haftar, divenendo il principale ostacolo della pace in Libia. Parigi ha bollato come 'inaccettabile' l'interventismo turco nello scenario libico.

Al largo della Libia, il 10 giugno scorso, una nave militare francese è stato oggetto di manovre "estremamente aggressive" da parte di una nave turca, ha reso pubblico oggi il ministero francese dell'Esercito, denunciando un caso considerato "molto grave".

In particolare, la nave militare francese sarebbe stata oggetto di tre "illuminazioni radar" da parte della fregata turca: si tratta di uno dei modi per indicare un obiettivo.
"Secondo le regole di ingaggio della Nato, un tale atto viene considerato come ostile", aggiunge il ministero dell'Esercito citato da Le Figaro. "Questa vicenda è a nostro parere molto grave - sottolineano invece al ministero dell'Interno - non possiamo accettare che un alleato si comporti in questo modo contro una nave della Nato, sotto comando Nato, durante una missione Nato".