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Siria: la moneta cola a picco, c'è chi adotta la lira turca

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La città di Marea, nella provincia di Aleppo, in Siria
La città di Marea, nella provincia di Aleppo, in Siria   -   Diritti d'autore  AP Photo
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La lira siriana non vale più niente, è quasi carta straccia: se prima della rivolta anti-Assad nel 2011, la moneta veniva scambiata a 47 lire al dollaro, adesso la prospettiva di nuove sanzioni economiche statunitensi ha fatto precipitare la valuta a oltre 3.000 lire al dollaro. I prezzi dei beni di prima necessità sono saliti alle stelle. Nei piccoli centri della Siria del Nord, dove l'influenza di Ankara cresce, le autorità locali hanno adottato la lira turca.

Lira turca al posto della moneta siriana

Secondo il vice presidente del consiglio locale della città di Marea, nella provincia di Aleppo, Omar Koreble, "il deterioramento della lira siriana negli ultimi due mesi e adesso l'aumento dei prezzi stanno accadendo troppo rapidamente".
"Il consiglio comunale di Marea ha deciso perciò di adottare la lira turca perché è la valuta più utilizzata nelle aree liberate", ha aggiunto.

Le banconote turche fatte circolare negli uffici di cambio e alle Poste

"Avere a che fare con la lira turca è meglio perché è stabile, a differenza della moneta siriana, che un giorno è su, l'altro è giù - commentano i residenti di Marea - così la gente non può farcela".
I siriani del nord del Paese hanno provveduto ad assicurarsi banconote di piccolo taglio turche, fatte circolare negli uffici di cambio della città e alla Posta.

Il cappio delle sanzioni americane contro Assad (e contro la gente)

Oltre ai 9 anni di conflitto, l’economia di Damasco è messa in ginocchio dalle sanzioni americane. Un giro di vite ancor più rigido a partire dalle prossime ore: il 17 giugno entra infatti in vigore il cosiddetto Caesar Act, le misure di Washington contro il regime del presidente Bashar al-Assad. Un provvedimento che colpisce il regime, le industrie siriane, dal settore militare alle infrastrutture e all’energia, così come privati e organismi iraniani e russi che forniscono finanziamenti o altro tipo di assistenza ad Assad. Le sanzioni hanno anche lo scopo di impedire a chiunque di fare affari con funzionari siriani e istituzioni statali o di partecipare a piani di ricostruzione.

In un contesto di crisi economica opprimente, il crollo valutario sta portando sempre più siriani al di sotto del livello di povertà, mentre alcuni prodotti importanti come lo zucchero, il riso e le medicine stanno diventando difficili da trovare sul mercato, con prezzi che aumentano ogni ora.