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Germania: i Verdi chiedono di togliere la parola "razza" dalla costituzione

Una donna mostra un cartello "Stop al razzismo", durante a una manifestazione a Berlino (06/06/2020)
Una donna mostra un cartello "Stop al razzismo", durante a una manifestazione a Berlino (06/06/2020)   -   Diritti d'autore  AP Photo/Markus Schreiber
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"Non ci sono 'razze'. Ci sono esseri umani". Questo è quanto sostenuto dai Verdi (Bündnis 90/Die Grünen), secondo partito politico in Germania, che hanno proposto - sulla scia della mobilitazione antirazzista, nata negli Stati Uniti e diffusasi anche in Europa, dopo la morte di George Floyd - di modificare la Costituzione, eliminando il termine 'razza' dall'articolo 3, secondo il quale "nessuno deve essere discriminato o privilegiato in ragione del suo genere, della sua discendenza, della sua razza, della sua lingua e della sua patria di origine, della sua fede, delle sue opinioni religiose o politiche".

"È tempo di dimenticare il razzismo", ha scritto Robert Habeck, leader del partito ecologista, in un editoriale pubblicato sul quotidiano Tageszeitung. La costituzione tedesca, approvata l'8 maggio del 1949, rimane impregnata, secondo i Verdi, di una visione razziale e biologica degli esseri umani, ereditata dal XIX secolo e ormai obsoleta.

Questa richiesta, avanzata per molti anni dalla sinistra, era già emersa a febbraio, dopo l'attentato a sfondo razzista di Hanau, durante il quale un tedesco aveva ucciso nove persone di origine straniera.

Una proposta che inizia a piacere a tutti

I Verdi sono sostenuti dalla sinistra radicale di Die Linke, dai liberali della Fdp e dai socialdemocratici della Spd, partito facente parte della coalizione di governo con i conservatori di Angela Merkel (Cdu). Per quanto riguarda la Cdu, che finora aveva taciuto sul tema, sembrerebbe più aperta al dibattito. Lo ha confermato anche il ministro degli Interni, Horst Seehofer, che si è detto "aperto alla discussione", anche se è "più importante contenere il razzismo nella pratica".

Anche il capo dell'Ufficio federale di lotta contro la discriminazione, Bernhard Franke, si è pronunciato a favore dell'abolizione della parola 'razza' dalla Costituzione, suggerendo di sostituirla con "discriminazione razziale" o "attribuzione razziale".

Dopo qualche tentennamento, la ministra della Giustizia, Christine Lambrecht, si è detta favorevole. "Siamo in un momento diverso oggi (rispetto al 1949, ndr.) e questo termine dovrebbe quindi essere cancellato dalla nostra costituzione".

Nel dibattito si è inserito il quotidiano conservatore Die Welt, che ha ironizzato: "Alcuni tedeschi hanno ormai fatto progressi così meravigliosi, che trovano insopportabile la parola 'razza'. Tuttavia, non mandano i loro figli a scuola con gli arabi e i turchi, ma in un luogo dove trovano la loro stessa etnia. Ed è proprio questo che deve cambiare".

La strada però è ancora lunga: qualsiasi modifica costituzionale, infatti, richiede una maggioranza di due terzi in Parlamento.