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L'Oman conferma, i nuovi colloqui USA-Iran sul nucleare si svolgeranno giovedì a Ginevra

Alcuni veicoli passano davanti a un cartellone pubblicitario che raffigura una portaerei statunitense con jet da combattimento danneggiati sul suo ponte nella piazza Enqelab-e-Eslami (Rivoluzione islamica) a Teheran, in Iran, il 22 febbraio 2026.
Alcuni veicoli passano davanti a un cartellone pubblicitario che raffigura una portaerei statunitense con jet da combattimento danneggiati sul suo ponte nella piazza Enqelab-e-Eslami (Rivoluzione islamica) a Teheran, in Iran, il 22 febbraio 2026. Diritti d'autore  AP Photo/Vahid Salemi
Diritti d'autore AP Photo/Vahid Salemi
Di Emma De Ruiter
Pubblicato il
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Sebbene il presidente Usa Donald Trump abbia minacciato possibili attacchi limitati contro l'Iran, ha aperto allo stesso tempo a nuovi colloqui sul programma nucleare, facendo intendere che il ricorso all'opzione militare rimanga in caso di fallimento diplomatico

Gli Stati Uniti e l'Iran terranno il prossimo ciclo di negoziati sul nucleare giovedì a Ginevra. Lo ha confermato domenica l'Oman, facendo sperare in alcuni progressi nonostante il rafforzamento dell'assetto militare degli Stati Uniti nella regione e le nuove proteste a Teheran.

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Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr al-Busaidi. Mascate ha già ospitato i colloqui indiretti sul programma nucleare della Repubblica islamica e ha facilitato l'ultimo round a Ginevra la scorsa settimana.

Poco prima dell'annuncio dell'Oman, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato in un'intervista alla Cbs che si aspettava di incontrare l'inviato statunitense Steve Witkoff a Ginevra giovedì e ha detto che c'erano "buone possibilità" per una soluzione diplomatica sulla questione nucleare.

Nelle ultime settimane gli Stati Uniti hanno inviato in Medio Oriente due portaerei, oltre ad altri jet e navi, e hanno rafforzato le loro difese aeree nella regione per sostenere un eventuale attacco.

Le minacce di intervento militare da parte degli Stati Uniti si sono moltiplicate da quando il regime iraniano ha represso nel sangue le proteste diffuse nel Paese causando migliaia di morti.

Domenica, gli studenti iraniani si sono riuniti per nuove manifestazioni pro e contro il governo, commemorando le persone uccise, dopo gli analoghi raduni del giorno precedente.

Araghchi ha dichiarato che l'Iran sta ancora lavorando a una bozza di proposta per un accordo che eviti un'azione militare.

La questione nucleare, ha aggiunto, è l'unico argomento in discussione, anche se sia gli Stati Uniti che Israele vogliono affrontare anche il programma missilistico dell'Iran e il suo sostegno a milizie armate in Medio Oriente.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito venerdì che sono possibili attacchi limitati contro l'Iran. Sia Teheran che Washington hanno affermato di essere pronti alla guerra se i colloqui sul programma nucleare di Teheran dovessero fallire.

Timori di guerra

Pochi minuti dopo la conferma dei colloqui da parte dell'Oman, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato sui social media che i negoziati hanno comportato "lo scambio di proposte pragmatiche e hanno dato segnali incoraggianti". Ha aggiunto però che Teheran ha "fatto tutti i preparativi per ogni potenziale scenario".

Gli Stati Uniti hanno affermato che l'Iran non può avere armi nucleari o la capacità di costruirle e che non può arricchire l'uranio. Araghchi, tuttavia, ha dichiarato alla Cbs che l'Iran ha il diritto di arricchire l'uranio.

Venerdì ha affermato che le sue controparti statunitensi non hanno chiesto l'arricchimento zero nell'ultimo ciclo di colloqui, contrariamente a quanto affermato pubblicamente dai funzionari statunitensi.

Ha inoltre spiegato che i colloqui si sono concentrati su come garantire che il programma nucleare iraniano, incluso l’arricchimento, "rimanga pacifico per sempre". In cambio, ha detto, l’Iran adotterà misure di rafforzamento della fiducia per ottenere un alleggerimento delle sanzioni economiche.

Witkoff ha dichiarato in un'intervista a Fox News trasmessa sabato che Trump si chiede perché l'Iran non abbia ancora ceduto alle pressioni.

"È curioso di sapere perché non hanno... Non voglio usare la parola 'capitolato', ma perché non hanno capitolato", ha detto.

"Perché non sono venuti da noi e non hanno detto: 'Dichiariamo di non volere un'arma, quindi ecco cosa siamo disposti a fare'?".

Sebbene l'Iran insista che il suo programma nucleare è pacifico, gli Stati Uniti e altri sospettano che sia finalizzato allo sviluppo di armi. L'Iran afferma di non aver arricchito l'uranio da quando gli Stati Uniti e Israele hanno colpito i siti nucleari iraniani a giugno.

All'epoca, Trump disse che gli attacchi avevano "cancellato" i siti nucleari iraniani, ma i danni esatti non sono noti perché Teheran ha impedito le visite di ispettori internazionali.

Nel frattempo, Araghchi ha dichiarato alla Cbs che "abbiamo un'ottima capacità missilistica e ora siamo addirittura in una situazione migliore" rispetto a prima degli attacchi di giugno.

I colloqui sul nucleare si sono arenati per anni dopo la decisione di Trump, nel 2018, di ritirare unilateralmente gli Stati Uniti dall'accordo nucleare del 2015 stipulato dall'Iran con le potenze mondiali.

Risorse addizionali per questo articolo • AP, AFP

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