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Il Narodni Dom torna alla minoranza slovena di Trieste, Di Maio promette presenza in parlamento

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Luigi Di Maio, ministro degli Esteri italiano
Luigi Di Maio, ministro degli Esteri italiano   -   Diritti d'autore  Michael Kappeler/AP
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Le strette di mano sono vietate, ma quella che l'Italia allunga alla Slovenia era attesa da 100 anni. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, si impegna a lavorare per garantire un riconoscimento della minoranza slovena nel Parlamento italiano.

La questione del seggio in Parlamento suscita già le reazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati: durante una conferenza stampa con il capo della diplomazia slovena Anze Logar, Di Maio ha detto che ''in vista della riforma elettorale affronterà un pieno confronto con le associazioni che rappresentano la comunità slovena in Italia''. Con l'obiettivo è quello di affrontare il tema della presenza della comunità slovena in Parlamento, come esiste già per altre minoranze linguistiche.

Trieste: Nadorni Dom a minoranza slovena il 13 Luglio

Da Lubiana, Di Maio annuncia la restituzione del Narodni Dom - la casa Nazionale slovena di Trieste - entro il 13 luglio, quando ricorre il centenario dell'incendio che la distrusse nel 1920, uno dei primissimi atti dello squadrismo fascista. ''Non credo che su questo impegno ci sarà un problema di volontà politica'', ha aggiunto, ''c'è un unanime consenso rispetto alla volontà di onorare gli impegni presi. La leggenda sul fatto che le leggi richiedano molto tempo in Italia per essere approvate viene sfatata ogni qual volta c'è la volontà politica di approvarle subito''. Il Narodni Dom (o casa Nazionale) di Trieste era la sede delle organizzazioni degli sloveni triestini, edificio polifunzionale nel centro di Trieste che ospitava anche un teatro, una cassa di risparmio, un caffé e un albergo (Hotel Balkan).

Di Maio incontra deputato della minoranza italiana

Parole accompagnate dall'incontro con il deputato della minoranza italiana in Slovenia, Felice Ziza. L'incontro fra Di Maio e il deputato della minoranza italiana in Slovenia Felice Ziza, a quanto si è appreso, ha posto le basi per strutturare e favorire il dialogo fra le Comunità nazionali italiane (Cni) e la Farnesina.

Era una data importante per la Slovenia: il Presidente, Janez Jansa, celebrava il 75esimo anniversario dei massacri conosciuti con il nome della più celebre tra le circa 700 fosse comuni ritrovate: Kocevski Rog.

Si tratta di decine di migliaia di prigionieri (le cifre oscillano tra 50.000 e 140.000) del neonato esercito jugoslavo, che nell'immediato dopoguerra venivano portati verso la Croazia: alcuni morirono di stenti, altri vennero trucidati dalle forze titine in esecuzioni sommarie. Massacri di cui si è fatta menzione solo dopo l'indipendenza della Slovenia dalla Jugoslavia, nel 1991.

Tra gli uccisi c'eranomiliziani alleati dei fascisti e dei nazisti, collaborazionisti o sospetti tali, ma anche civili anti-comunisti.

"La resistenza contro ogni demone era legittima - ha detto il presidente - questo è il motivo per cui rispettiamo tutti, tutti gli individui che hanno scelto di combattere contro il fascismo, il nazionalsocialismo e il comunismo. Tutti quelli che sono morti nella resistenza o a causa della resistenza hanno diritto a un nome e una memoria, a una degna sepoltura e al nostro rispetto".

Il presidente, di ritorno a Lubiana, ha poi incontrato a sua volta Di Maio.