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Di Maio e la sfida degli Eurobond: "Occasione importante per unire l'Europa"

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Di Maio e la sfida degli Eurobond: "Occasione importante per unire l'Europa"
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L'Italia è stata il primo Paese occidentale a confrontarsi con l'emergenza Covid-19 (si parla, anche per questo motivo, di un "modello italiano" di risposta alla crisi sanitaria).
Ma l'Italia è anche il Paese che sta pagando il prezzo più alto alla pandemia.
Intervistato da Giorgia Orlandi per The Global Conversation, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, racconta in che modo viene gestita la crisi.

L'Italia ha scelto di non imboccare la strada che è stata intrapresa da Cina e Corea del Sud. I numeri non sono però incoraggianti. Che cosa non sta funzionando?

"Da oltre una settimana, l'Italia ha introdotto regole stringenti, restrittive al massimo, che possono impedire alle persone anche solo di circolare. Questa è la misura più restrittiva che un Paese abbia mai adottato in seno alla comunità occidentale, soprattutto in Europa, e rappresenta il nostro modo per cercare di uscire il più presto possibile da questa crisi. Oggi esiste un ''modello Italia'' che prevede regole più ferree rispetto a quelle di tutti gli altri Paesi e, queste regole ferree, le abbiamo dovute applicare nell'ambito del panorama costituzionale, in considerazione del fatto che ai cittadini sono stati bloccati e negati alcuni diritti di libertà fondamentali".

Abbiamo visto un'Europa divisa nella gestione della crisi. Penso al fatto che i diversi Stati membri hanno fatto scelte in ordine sparso. Penso alla progressiva chiusura delle frontiere all'interno dell'Unione europea e alla sospensione di Schengen. Qualcuno ha parlato di questa crisi come l'inizio del fallimento dell'Europa. Secondo lei, siamo arrivati a un punto di non ritorno nella coesione europea?

"Sicuramente, questa crisi globale investe di una grandissima responsabilità l'Unione europea. Siamo in un momento cruciale per l'Ue, in cui - come sempre accade di fronte a sfide non attese - servono strumenti straordinari. Non possiamo pensare di affrontare una crisi sanitaria ed economica come quella che stiamo vivendo, e che porterà tutta l'Europa in recessione, con gli strumenti ordinari.

È per questo che è molto importante una cosa, e parlo per l'Italia: è importante vedere tutte le forze politiche, anche quelle che magari erano state tentate dall'uscita dall'Unione europea, chiedere oggi tutte insieme gli Eurobond.
Gli Eurobond sono una grande occasione per l'Europa di dimostrare che sa reagire a una crisi come questa. È vero che oggi tutti dobbiamo condividere dei rischi con gli Eurobond, ma potremo anche condividere delle grandi opportunità domani. Se dobbiamo lavorare a un vaccino che possa tutelare le nostre popolazioni per sempre, non possiamo permetterci ritardi. E come si fa ad accelerare il processo per arrivare a un vaccino? Con una grande alleanza internazionale sui vaccini. Non possiamo neanche permettere che il vaccino possa essere di pochi: deve essere di tutti".

Lei parlava delle risposte economiche. L'Europa sta reagendo con il ''vaccino'' della Bce che acquisterà titoli per 750 miliardi, c'è la sospensione del Patto di stabilità, si parla appunto di Eurobond. Che cosa significano queste misure per l'Italia e come le sfrutterà?

"Penso che la sospensione del Patto di stabilità sia un grande segnale del fatto che l'Europa, l'Unione europea i suoi Stati membri abbiano compreso la difficoltà della situazione in cui si trova l'Italia, ma nella quale in realtà ci troviamo tutti. La sospensione del Patto di stabilità deve necessariamente prevedere, allo stesso tempo, un sostegno della Banca centrale europea sull'emissione di titoli di Stato. È fondamentale. Noi vogliamo che si segua anche quella ricetta che ha indicato in questi giorni Mario Draghi. In momenti di guerra, perché l'Italia in questo momento si sente in guerra contro un nemico invisibile che è il virus, ai Paesi serve fare debito per fare investimenti e, ovviamente, la creazione di quel debito deve essere sostenuta dalla Banca centrale. A livello di Unione europea, vedere la seconda forza manifatturiera d'Europa, che è l'Italia, in difficoltà, non può giovare a nessuno"

Nell'Unione europea devono essere tutti convinti che non può esistere Europa ed Ue senza Italia e non può esistere il mercato unico europeo senza la forza produttiva e la capacità produttiva dei nostri imprenditori
Luigi Di Maio, ministro degli Esteri

Parliamo di Cina. Prima dello scoppio della pandemia, l'Italia era un Paese di riferimento per la Cina in Europa. Poi, abbiamo visto che la paura della diffusione del virus in Italia ha inizialmente un po’ raffreddato i 'rapporti diplomatici' tra i due Paesi. Adesso, invece, vediamo la Cina pronta con forniture e personale medico. Ecco, come è evoluto questo rapporto? E, soprattutto, si tratta di un rapporto per fare propaganda commerciale oppure si tratta di un aiuto sincero da parte della Cina in questo momento?

"Già prima di questa crisi abbiamo sempre detto che guardavamo alla Cina come a un partner commerciale. E le nostre relazioni con la Cina, già lo abbiamo detto in passato, non avrebbero mai potuto modificare la nostra collocazione geopolitica negli assetti e nelle alleanze, con la Nato, con gli Stati Uniti d'America, a livello europeo. In questo momento, non si può pensare di concepire il meccanismo di aiuti, che non è arrivato solo dalla Cina, come una decisione dell'Italia di cambiare la propria collocazione geopolitica. Noi siamo alleati degli Stati Uniti, siamo nella Nato, siamo nell'Unione europea, ma come Italia. Storicamente l'Italian Way è sempre stata la rappresentazione del nostro Paese come ponte tra occidente e oriente, con grandi relazioni in tutto il mondo e, grazie a quelle relazioni, in tutto il mondo ci sono Paesi che ci stanno aiutando".

Lei faceva riferimento alla Russia, che sta preparando, anzi sta offrendo, questa massiccia missione di aiuti verso l'Italia. Una missione che, però, in questo momento, sta sollevando qualche dubbio. Si teme infatti per gli assetti internazionali del cosiddetto dopo virus. Che cosa risponde a queste persone? E qual è il ruolo di questa missione russa in Italia.

C'è stata una telefonata tra il presidente del Consiglio Conte e il presidente Putin. La Federazione russa ha inviato mascherine, ventilatori polmonari e nuclei per la disinfezione dei nostri edifici pubblici e delle nostre città. Hanno fatto a loro modo un'azione di aiuto, un'azione di solidarietà. L'Italia non è un Paese che deve temere di doversi piegare a una sudditanza di altri Stati per effetto degli aiuti. Siamo nel G7, siamo in difficoltà e abbiamo tanti amici nel mondo".