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Le scuse di Tajani non bastano

Le scuse di Tajani non bastano
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Si apre un nuovo fronte diplomatico per l'Italia, questa volta a est con Slovenia e Croazia.

E non bastano le scuse del presidente dell'europarlamento, Antonio Tajani, a placarle. Dopo le sue esternazioni di domenica che inneggiavano all’Istria e alla Dalmazia italiana, i governanti dei due Paesi hanno chiesto chiarimenti.

Il premier croato, Andrej Plenkovic, si è detto sorpreso:

"Condanno e respingo fortemente le affermazioni di Antonio Tajani che sanno di revisionismo".

Plenkovic ha parlato con Tajani immediatamente dopo la cerimonia di domenica chiedendo spiegazioni e dicendosi sorpreso dalla boutade del presidente dell'europarlamento, con cui, ha aggiunto"ho avuto negli ultimi anni ottimi rapporti".

A fargli eco il ministro degli Esteri sloveno, Miro Cerar:

"È inaccetabile e senza precedenti, affermazioni di questo tipo fanno paura".

Ma anche i normali cittadini hanno risposto duramente a Tajani.

Antonio Tajani, che da settimane scalda i muscoli in vista delle europee, alla foiba di Basovizza, in occasione della Giornata del ricordo, aveva dichiarato "Viva Trieste, viva l'Istria italiana, viva la Dalmazia italiana, viva gli esuli italiani, viva gli eredi degli esuli italiani", "evviva coloro che difendono i valori della nostra Patria".