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Il comandante Strelkov e il volo MH17 abbattuto in Ucraina: "Su di me nessuna prova"

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Il comandante Strelkov e il volo MH17 abbattuto in Ucraina: "Su di me nessuna prova"
Diritti d'autore  Pavel Golovkin/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved
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Riprende all'Aia il processo per l'abbattimento aereo sui cieli ucraini del 17 luglio 2014. Il volo MH17 Malaysia Airline, da Amsterdam a Kuala Lampur, è stato abbattuto mentre sorvolava una zona di scontri e ha cambiato il corso della guerra del Donbass, oltre che a quella dei parenti delle 298 vittime.

Tra gli accusati c'è il cittadino russo Igor Girkin, il comandante Strelkov, ex capo delle operazioni militari filo-russe nel Donbass: "Dal punto di vista della responsabilità giudiziaria non ho niente da dire perché la nostra milizia non ha fatto cadere il Boeing - dice - Negli atti del processo non ci sono conversazioni telefoniche mie o dei miei subordinati riguardo alla Boeing".

Secondo gli inquirenti, il missile di fabbricazione russa BUK è la pistola fumante è stato immediatamente riportato in territorio russo dopo l'abbattimento dell'aereo.

"Non ci sono discussioni telefoniche, niente, che coinvolgono me o le persone sotto la mia direzione riguardo l'incidente del Boeing - ribadisce Girkin - Nelle due conversazioni telefoniche in cui si sente la mia voce, non c'è niente né sul Boeing né su questo caso".

La Russia accusa le forze militari ucraine. Per Mosca, l'artiglieria antiaerea dei ribelli non sarebbe stata in grado di raggiungere l'altezza del Boeing malese.

"Credo che Putin in questa situazione abbia agito in modo irresponsabile, prima con le parole, poi attraverso le sue azioni - conclude il comandante Strelkov - incoraggiando la gente del Donbass e per poi voltare loro le spalle".

La Federazione Russa non ha partecipato direttamente alla guerra con le sue forze armate, ma Mosca ha appoggiato i separatisti inviando loro mezzi di sostegno. Alcuni militari russi hanno combattuto in quella guerra come volontari.