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Covid-19, tempi duri (anche) per gli artisti ungheresi

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Tempi duri per i liberi professionisti: musicisti e artisti in tutta Europa risentono pesantemente della crisi da Covid-19, migliaia i concerti annullati.

Per combattere la malinconia, il fisarmonicista ungherese Ádám Móser suona per i passanti e trasmette via internet i concerti che improvvisa sul balcone di casa.

"Da quando ho iniziato questi concerti da solista sul mio balcone - dice - molte persone mi seguono su Facebook e alcuni mi hanno inviato donazioni, mi hanno scritto che vorrebbero aiutarmi, perché tutti sanno che artisti, attori e musicisti freelance non hanno entrate adesso".

Gli aiuti promessi dal Governo ungherese per gli artisti liberi professionisti non coprono le tante richieste.

Dal 2002, la coreografa Réka Szabó è art director di una compagnia di danza indipendente.

Grazie a questo lavoro, sono numerosi i riconoscimenti internazionali ricevuti.

A causa delle cancellazioni, la compagnia ha perso un terzo delle entrate, derivanti dalla vendita dei biglietti.

"I costumi sono sistemati qui - dice - al giorno d'oggi non ne abbiamo bisogno perché tutte le esibizioni sono cancellate".

La compagnia lavora con sei membri permanenti e 50 artisti indipendenti: per coprire gli stipendi base del personale fisso, ogni anno la compagnia inoltra domanda di sussidio al Governo.

Per facilitare anche la situazione degli artisti freelance, invece, il Governo ha annunciato un sussidio pari a circa 900 euro a persona, che dovrebbe essere ripagato con esibizioni gratuite quando il Paese riprenderà una vita regolare.

"Non sappiamo ancora se dovremo rimborsare i soldi - aggiunge Rèka - nel caso in cui non possiamo suonare o non possiamo soddisfare i requisiti del decreto".

Il reportage completo andrà in onda venerdì sera, in Unreported Europe su Euronews.