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Covid-19 e sindrome di Kawasaki: morto un 14enne Gran Bretagna

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Covid-19 e sindrome di Kawasaki: morto un 14enne Gran Bretagna
Diritti d'autore  Jean-Francois Badias/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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L'ultimo caso è quello di un ragazzo di appena 14 anni morto a Londra con una sindrome infiammatoria simile a quella di Kawasaki, malattia rara che colpisce i bambini causando infiammazione dei vasi sanguigni. Non aveva altre patologia ed era venuto in contatto col coronavirus.

Nelle stesse ore a Parigi un 15enne, anche lui con gli anticorpi del coronavirus incontrato settimane prima, viene ricoverato con la stessa sindrome, grave. All'ospedale pediatrico Robert Debré di Parigi di solito arrivano da 3 a 4 bambini all'anno affetti da sindrome di Kawasaki ora si tratta un bambino ogni due giorni affetto dalla sindrome similare.

Negli Stati Uniti si contano già tre ragazzini morti, uno appena maggiorenne e proprio nelle ultime ore i pediatri statunitensi hanno lanciato un'allerta ufficiale.

L'attenzione è massima in tutti i Paesi più toccati dalla pandemia, solo la Cina non ha comunicato di riscontrare lo stesso fenomeno; non è ancora dimostrato ma si teme che la sindrome infiammatoria simile a quella di Kawasaki in aumento in questi giorni, abbia un nesso col Covid-19. I casi si moltiplicano, la Gran Bretagna è arrivata a 100.

Il Dr Sunil Sood, specialista in malattie infettive pediatriche presso il Cohen Children's Medical Center di New York suggerisce che nel dubbio è meglio tenere i bambini a casa, non riaprire le scuole. Colpiti non solo i più piccoli ma anche gli adolescenti.

I sintomi

Tra i sintomi della sindrome infiammatoria gonfiori alla lingua, febbre alta persistente, eruzione cutanea, lingua rosso fragola e, in alcuni casi, complicanze cardiache. Proprio queste ultime possono richiedere la terapia intensiva, come è successo al 15enne ricoverato a Parigi che, tra l'altro, presentava forti dolori addominali.

La causa della sindrome di Kawasaki, scoperta circa 50 anni fa, rimane ignota ma si sospetta sia una risposta infiammatoria al contatto con un agente infettivo.

Lo studio dei medici di Bergamo pubblicato sul Lancet

I medici dell'ospedale Giovanni XXIII di Bergamo sono stati tra i primi ad accorgersi del fenomeno. Il loro studio è stato pubblicato sul Lancet. Clicca qui per leggere la pubblicazione

Hanno comparato i malati di sindrome di Kawasaki trattati negli ultimi 5 anni con quelli della sindrome similare riscontrata durante la pandemia: nell'ultimo periodo i casi sono triplicati e i piccoli hanno sintomi più gravi e un'età media più alta, 7,5 anni. Oltre la metà (60%) presentava complicanze cardiache, rispetto al 10% di quelli trattati prima del coronavirus, la metà erano affetti da shock tossico ma alla fine sono tutti guariti. Tra i pazienti curati nell'ultimo periodo otto bambini su 10 erano venuti in contatto col coronavirus.