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Perché la fase 2 British style sembra caotica

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Perché la fase 2 British style sembra caotica
Diritti d'autore  AFP
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C'è nebbia oltre la Manica, soprattutto a Londra. Nel primo giorno della fase 2 British style, il governo conservatore di Boris Johnson tenta di affrontare l`'emergenza covid nella confusione politica e le brume delle direttive contradittorie. I provvedimenti del "liberi tutti" si accavallano con le necessarie rigidità di un Paese ancora in mezzo al guado epidemico. Risultato: i mezzi pubblici sono pieni di gente senza nessuna protezione. Ma, nel suo ruolo di tampone sanitario e politico, il premier convalescente rassicura la popolazione e di fronte alla Camera dei Comuni dichiara:

"Non ci possiamo permettere di dover tornare alla fase uno. Non possiamo rischiare una ricaduta e faremo di tutto per evitarlo. Penso alla gente quando vedrà quello che noi vogliamo fare per andare avanti, e il processo graduale che abbiamo creato. Ebbene, credo che quei cittadini vedranno esattamente cosa stiamo facendo come paese".

Ma dopo la pax virale, indotta dalla quiete della ferrigna regina Elisabetta, anche da queste parti l'opposizione torna a fare banalmente il suo mestiere: mettere in dubbio l'efficacia dell'azione di un governo in carica. E sempre al parlamento, ironizza il leader dei laburisti, Keir Starmer:

"Il primo ministro dice che le sue decisioni erano, e qui lo cito, guidate dalla scienza, dai dati e dalla salute pubblica. Bene, per iniettare fiducia nella cittadinanza, potrebbe dunque il primo ministro pubblicare i pareri scientifici sui quali si basavano le sue decisioni?

Il Regno Unito ha registrato oltre 40 mila morti a causa del covid. Anche la sua economia, come quelle del resto del continente è in caduta libera, circa dell'8%. Scozia, Galles e Irlanda del Nord dubitano dell'efficacia della fase 2 varata dal governo.