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Coronavirus, affonda il turismo nel mondo. Perdite fino a 400 miliardi

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Coronavirus, affonda il turismo nel mondo. Perdite fino a 400 miliardi
Diritti d'autore  Francisco Seco/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Con il settore alberghiero in ginocchio, anche i grandi alberghi rischiano di chiudere i battenti. A Bruxelles a vacillare è lo storico hotel Metropole che accoglie visitatori di ogni sorta dal 1890,la sua chiusura potrebbe lasciare senza lavoro quasi 130 impiegati. L'Associazione alberghiera di Bruxelles ha lanciato l'allarme, quel che sta accadando allo storico albergo belga è rappresentativo dell'intero comparto turistico.

“Bisogna capire che è davvero urgente aiutare il settore alberghiero a tutti i livelli: regionale, nazionale, europeo – denuncia Rodolphe Van Weyenbergh, presidente dell' Associazione albergatori di Bruxelles - Bisogna innanzitutto dare un'ignizione di liquidità alle casse. E questo non si deve fare attraverso i prestiti perché il settore alberghiero era già in crisi prima del coronavirus, figuriamoci ora. Non ci sono previsioni di bilanci in attivo nel prossimo futuro purtroppo.

Il turismo nell'Unione europea

-contribuisce al 10% del PIL

-impiega 27 milioni di persone

-coinvolge 3 milioni di imprese la maggior parte delle quali di piccole e medie dimensioni.

“Il settore turistico a livello mondiale perderà tra i 275 e i 400 miliardi di euro – spiega Sonya Gospodinova, uno dei portavoce della Commissione europea -. Quanto all'Europa, per ora, le più colpite sono le compagnie aeree e le compagnie navali con il crollo del 90 per cento della domanda. Per le agenzie di viaggio e i tour operator le perdite si aggirano intorno al 70%.”

Secondo l'Organizzazione mondiale del turismo nel 2020, i viaggi di piacere si ridurranno del 20-30%

La Commissione europea vuole lanciare un "nuovo piano Marshall", utilizzando i fondi del bilancio pluriannuale dell'Unione europea per salvare anche l'industria turistica. Il turismo infatti sarà tra i primi beneficiari del Recovery Found.

“L'unico modo per rimanere ottimisti è adottare nuove regole per la sicurezza e tornare alla normalità - ammonisce Tom Jenkins, della European Tourism Association (ETOA) – ma non si deve giocare con i nervi della gente: togliendo un po' di restrizioni qui e là. Lo scenario peggiore è avere un allentameno parziale delle restrizioni per poi reintrodurre il lockdown se dovesse tornare un altro picco di contagi.”

Alla fine del 2020 si sarebbe dovuto tenere un summit internazionale sul turismo, ma vista la crisi molti paesi come Grecia, Spagna e Malta stanno cercando di anticiparlo per limitare le perdite in vista della magra stagione estiva alle porte.