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La Pasqua ortodossa sconta il virus, ma gli ultraortodossi vogliono andare a messa

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La Pasqua ortodossa sconta il virus, ma gli ultraortodossi vogliono andare a messa
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Dalla Serbia alla Russia, dall'Ucraina alla Macedonia la Pasqua ortodossa è limitata dal coronavirus che pone il problema del distanziamento sociale e quindi del pericolo di vivere in stretta comunione una festività così importante. Come nelle chiese, non solo ortodosse di altre zone del mondo, ci sono però gli irriducibili che vogliono mantenere i raduni.

La situazione in Ucraina

Mentre la tradizione ortodossa inviterebbe i fedeli a recarsi in chiesa per Pasqua il presidente Volodymyr Zelensky ha invitato gli ucraini a rimanere rigorosamente a casa e gli ha fatto eco il metropolita Epifanio di Kiev, della Chiesa autocefala ucraina che ha ormai rotto col patriarcato di Mosca. "Uno degli atti più responsabili che dobbiamo osservare contro questa infezione ora è rimanere a casa, auto-isolarsi per garantire il benessere dei nostri cari". Ha chiarito il metropolita.

Una Pasqua che purtroppo sottolinea le differenze fra quanti in Ucraina hanno continuato a seguire il patriarcato di Mosca, guidati dal metropolita Onofrio, che ha invece invitato i fedeli ad una limitata festa comunitaria con le dovute precauzioni. "Quei credenti che vengono alla funzione di Pasqua pregheranno all'aperto in conformità con tutte le norme sanitarie necessarie". Ha detto Onofrio.

In Russia

Mentre la pandemia comincia a infuriare drammaticamente anche a Mosca il Patriarca Cirillo ha chiesto chiaramente di non radunarsi per le celebrazioni della Pasqua. È stato ordinato di chiudere le chiese e i monasteri eppure non tutti sono convinti di trascorrere in solitudine una festa tanto importate e c'è chi chiede apertamente di sabotare le decisioni di Cirillo. Si annuncia quindi una Pasqua anche di presidi di polizia.

Le epidemie nei secoli

Eppure le chiese di epidemie ne hanno attraversate molte e tante volte capitava di dover chiudere i templi per combattere la peste, il colera, il vaiolo. “Molti oggi ricordano il metropolita Filarete di Mosca, che nell’Ottocento radunava il popolo per pregare contro il colera. Eppure proprio questo fu il motivo della morte di un altro metropolita dallo stesso nome che lo volle imitare, Filarete di Černigov, il quale s’infettò durante la preghiera e morì di colera nel 1866”. Ha dichiarato proprio in questi giorni Mons. Petr Mansurov, vescovo ortodosso di Kalachinsk, laureato in biologia a Mosca che ha chiesto ai fedeli di accettare le misure di isolamento nei giorni della Santa Pasqua ortodossa come riportato dal sito www.asianews.it.