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Coronavirus, Albania: Edi Rama vuole introdurre 15 anni di carcere per chi viola il confinamento

Coronavirus, Albania: Edi Rama vuole introdurre 15 anni di carcere per chi viola il confinamento
Diritti d'autore  Operazioni di sanificazione di una donna che entra in un mercato a Tirana - AP Photo/Gent Onuzi
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Il Primo Ministro albanese Edi Rama vuole introdurre il carcere per i disobbedienti delle disposizioni di confinamento: 15 anni di galera per chi viola il coprifuoco o passeggia per le strade, in barba alle disposizioni anti-Covid-19. Un progetto criticato dalle organizzazioni che si battono per il rispetto dei diritti umani nel Paese.

"Adotteremo la prossima settimana in parlamento le misure del codice penale per il periodo di emergenza dovuto all'epidemia", ha scritto il Primo Ministro albanese Edi Rama su Facebook.

Dopo circa un mese di stop, i deputati torneranno in Assemblea il 16 aprile per approvare gli atti governativi, tra cui i tanto discussi emendamenti al codice penale. La proposta del Partito socialista, di cui Rama è il leader, è quella di portare a 15 anni di carcere la punizione per tutti i cittadini che non rispettino le misure restrittive volute dall'esecutivo, scrive l'edizione albanese di Euronews.

Misure esagerate e irrealistiche, secondo la società civile albanese e le associazioni di difesa dei diritti fondamentali tra cui il Comitato Helsinki per i Diritti Umani. In una lettera scritta da 31 organizzazioni locali, si legge che "le pene proposte sono sproporzionate e violano i principi di umanità e i diritti umani, alla base del codice penale".

Tirana, April 10, 2020 ✍JOINT PRESS STATEMENT CIVIL SOCIETY ORGANIZATIONS: “SENTENCES PROPOSED FOR THE CRIMINAL CODE...

Publiée par Komiteti Shqiptar i Helsinkit sur Vendredi 10 avril 2020

Rama ha scritto su Twitter di essere aperto a modifiche ma non al ritiro dell'iniziativa di legge. In Parlamento, Kuvendi i Shqipërisë, il partito socialista ha la maggioranza.

L'Albania è in stato di emergenza dal terremoto del 26 novembre dello scorso anno, quando il governo ha introdotto misure straordinarie che sarebbero dovute durare fino a marzo 2020. Tra le proposte più criticate: la possibilità per la polizia di effettuare operazioni di sorveglianza senza ordine dell'autorità giudiziaria e una legge sui media introdotta a dicembre e ora allo studio del Consiglio d'Europa.

"Il cosiddetto "pacchetto anti-diffamazione" introduce misure restrittive della libertà di informazione in Albania, attraverso l'adozione di una registrazione obbligatoria dei media online e l'estensione dei poteri degli organi amministrativi, con poteri ben oltre il loro mandato", scrive la ricercatrice Gentiola Madhi.

La misura, introdotta per combattere la disinformazione, crea una "Commissione Reclami", all'interno dell'Autorità per i Media, con il potere di analizzare i contenuti dei media online e imporre pesanti multe in caso di rifiuto di rimuovere quei contenuti giudicati discutibili dalla commissione.

Dopo aver individuato il primo caso di Covid-19 l'8 marzo scorso, per la sua vicinanza e gli stretti legami con l'Italia, l'Albania ha adottato una serie di misure di contenimento tra cui la chiusura di scuole e università, lo stop agli eventi pubblici, la chiusura di ristoranti e caffè, l'interruzione dei trasporti pubblici e l'imposizione di un coprifuoco sui movimenti di auto private e pedoni.

L'Albania ha effettivamente chiuso i suoi confini, bloccando quasi tutti i voli, il trasporto marittimo e gli attraversamenti terrestri per tutti i veicoli passeggeri. Il 24 marzo il governo ha dichiarato lo stato di catastrofe naturale, che conferisce all'esecutivo più poteri per affrontare la situazione.

Al momento di scrivere, si contano in Albania 446 positivi al Covid-19 e 23 vittime.

Ufficialmente candidata dal 2014, l’Albania di Edi Rama ha da poco ottenuto l’apertura dei negoziati di adesione all’UE. Stando a quanto dichiarato dalla ministra della sanità Ogerta Manastirliu, scrive Osservatorio Balcani Caucaso, in tutta l’Albania le macchine respiratorie non sarebbero più di 200, con altre 100 in arrivo imminente.

Anche il vicino Montenegro punisce chi viola i termini di auto-isolamento con il carcere: i trasgressori rischiano fino a 12 anni di reclusione. Lo stesso governo montenegrino ha pubblicato una lista di persone che non hanno rispettato gli ordini delle autorità, nonostante le critiche delle opposizioni e della società civile per violazione della privacy.