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Ursula Von der Leyen: "siamo tutti italiani" e faremo "tutto quello che possiamo"

European Commission President Ursula von der Leyen (Photo by Kenzo TRIBOUILLARD / AFP)
European Commission President Ursula von der Leyen (Photo by Kenzo TRIBOUILLARD / AFP)   -   Diritti d'autore  KENZO TRIBOUILLARD/AFP or licensors
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"Siamo tutti Italiani": lo dice, in Italiano, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un lungo video-messaggio che prosegue poi in Inglese.

Ma non sembra una rivisitazione di "Je suis Charlie", tanto abusato in mille casi successivi: non è solo un'espressione astratta di solidarietà. Il video-messaggio contiene una serie di impegni concreti, tra miliardi "canalizzati verso l'Italia", "flessibilità", aiuti per il sistema sanitario (dalle mascherine ai respiratori artificiali. Ecco il video, e la trascrizione integrale:

"Cara Italia, cari Italiani,

In questo momento così difficile vorrei dire a tutti voi che lottate contro il virus che non siete soli. Il vostro sfrozo e il vostro esempio sono preziosi per tutti i cittadini europei. In Europa stiamo seguendo con preoccupazione, ma anche con profondo rispetto e ammirazione, quello che state facendo. L'Italia è parte dell'Europa, e l'Europa soffre con l'Italia. In questo momento in Europa siamo tutti Italiani."

Poi la parte in Inglese, sottotitolata in Italiano. La più importante, in termini politici e finanziari, con un "all what we can" che ricorda da vicino Mario Draghi e la BCE quando mise fine alla galoppata dello spread:

"La Commissione europea farà tutto quello che può per sostenervi.

La crisi colpisce duramente il settore sanitario, che è sotto pressione con un numero crescente di persone da curare, e ha un impatto su molti settori economici.

Dobbiamo agire rapidamente, agire insieme e portare aiuto.

Sono personalmente in contatto costante con il Presidente del Consiglio Conte.

Dobbiamo aiutare con urgenza il settore sanitario: so che in Italia mancano dispositivi di protezione personale, in particolare dispositivi respiratori.

Ho chiesto ai miei commissari di collaborare con l'industria per aumentare la produzione di queste attrezzature.

Stiamo anche lavorando con l'industria farmaceutica per aumentare l'offerta di medicinali.

In Europa è necessaria una maggiore solidarietà per garantire che medici e infermieri dispongano delle attrezzature di protezione di cui hanno bisogno e che i pazienti abbiano le cure necessarie.

Ma anche l'economia ha bisogno di aiuto: adottiamo tutte le misure possibili per aiutare le persone, le imprese e i settori economici colpiti dalla crisi.

Ad esempio le PMI, come alberghi, ristoranti e imprese di trasporto, stanno vivendo delle difficoltà per via della cancellazione delle vacanze.

Sono consapevole del fatto che quasi il 70% dei negozi sia chiuso in Lombardia, per esempio.

Anche molti altri settori stanno soffrendo.

Le nostre economie europee hanno bisogno di più flessibilità e più liquidità.

Quindi la Commissione europea si avvarrà della piena flessibilità prevista dal Patto di Stabilità e Crescita.

Nello stesso tempo ci assicureremo che gli aiuti di Stato per le imprese in difficoltà possano essere concessi più facilmente.

Inoltre la Commissione fornirà supporto anche con denaro.

Sto creando un fondo apposito (Corona Response Investment Initiative), che dovrebbe stimolare investimenti per circa 25 miliardi di euro in tempi molto rapidi per tutta l'UE.

L'iniziativa convoglierà verso l'Italia diversi miliardi di euro, a vantaggio del settore dell'assistenza sanitaria, delle PMI colpite e, cosa importante, per aiutare le persone a mantenere i loro posti di lavoro".

Poi conclude, di nuovo in Italiano:

"L'Europa è una grande famiglia: sappiate che questa famiglia, la vostra famiglia, non vi lascerà da soli".

Il video è stato diffuso dopo il vertice - in videoconferenza - dei leader europei.

"Tornerò con idee concrete prima dell'Eurogruppo di lunedì", ha precisato la Presidente della Commissione nel corso della videoconferenza. Si tratta del vertice del 16 marzo, nel quale è previsto anche che venga più o meno definitivamente approvato il contestato Meccanismo Europeo di Stabilità. Tema che ora potrebbe passare in secondo piano - passando sotto traccia, o venendo rinviato -.

Sul meccanismo finanziario per i primi aiuti qualcosa già si sa, perché lo ha detto la stessa Von der Leyen nella riunione del pomeriggio:

- Importo totale della Corona Response Investment Initiative: 25 miliardi, di cui

- 7,5 miliardi di liquidità immediata ("creerò una task force che lavori con gli Stati membri per fare in modo che i fondi affluiscano già nelle prossime settimane")

- La Commissione proporrà di far saltare per quest'anno l'obbligo di rimborsare gli acconti non spesi da parte degli Stati membri per i fondi strutturali e di investimento. Denaro attualmente già nelle casse degli Stati europei che avrebbero però dovuto rimborsarlo. Agli Stati membri viene richiesto di usare questi fondi per accelerare gli investimenti nel quadro dei fondi strutturali.

In pratica li useranno in sostituzione della quota di co-finanziamento nazionale, cioè del denaro che lo Stato membro avrebbe dovuto aggiungere per ottenere la tranche successiva di finanziamento dei fondi strutturali.

(Per esempio: se per un progetto di un valore 100 l'UE ha dato un acconto di 10 e questo non è stato impegnato perché lo Stato membro non è stato in grado di sbloccare la propria quota, i 10 ora non andranno restituiti ma usati al posto della quota nazionale, e questo consentirà di sbloccare la tranche successiva di finanziamento europeo).

Sulla base delle medie di co-finanziamento degli Stati europei, la Commissione stima che i 7,5 miliardi disponibili immediatamente (in sostituzione come detto delle quote nazionali) permettano di sbloccare fondi strutturali per 17,5-18 miliardi.

Per questo sarà comunque necessaria una modifica del regolamento comune per i fondi strutturali.