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Francia: passa la riforma delle pensioni senza il voto del parlamento

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Francia: passa la riforma delle pensioni senza il voto del parlamento
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Passa la riforma delle pensioni in Francia senza il voto del Parlamento. Il governo ha usato l'articolo 49 della Costituzione che gli consente di approvare una legge per decreto. In questi casi l'unica arma che hanno a disposizione i deputati è una mozione di sfiducia contro il governo, che però in questo caso non ha nessuna possibilità di passare dato che la maggioranza è compatta

"Ho deciso di mettere la responsabilità del governo sul progetto di legge per un sistema pensionistico universale - dice il primo ministro francese Edouard Philippe - non per mettere fine al dibattito, ma per mettere fine al non dibattito di un parlamento privato della sua funzione di fare le leggi".

Dopo tre mesi di proteste nelle piazze, l'ala sinistra della Camera ha presentato 40mila emendamenti che in pratica hanno bloccato l'iter della legge. La legge è stata presentata dal presidente Macron come una riforma epocale, che rende il sistema più giusto soprattutto per le nuove generazioni.

Leggi le differenze con la legge Fornero

I precedenti

Sotto la V Repubblica francese, questo strumento è già stato usato circa 90 volte. L'articolo 49 comma 3 si è "gradualmente trasformato in un'arma multifunzionale, data ai primi ministri che hanno approfittato delle strutture che offriva loro", ha osservato il costituzionalista Guy Carcassonne nel suo libro "La Costituzione". Inizialmente previsto per "porre rimedio alla mancanza di maggioranza", può anche essere usato in caso di "impazienza della maggioranza" per abbreviare i dibattiti.

In linea di principio, questa procedura non è molto rischiosa per il governo, perché politicamente è difficile per i membri della maggioranza, anche molto critici, votare una mozione di censura dell'opposizione. Nel caso di specie, Edouard Philippe ha dietro di sé una maggioranza compatta. È la prima volta che usa quest'arma della Costituzione.

Sotto la V Repubblica, una sola mozione di sfiducia fu votata, nel 1962, contro il governo di Georges Pompidou.