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Muro contro muro sulle pensioni in Francia

Muro contro muro sulle pensioni in Francia
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Reuters/Benoit Tessier
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La Francia ancora bloccata per le proteste organizzate dai sindacati, contrari su tutta la linea alla riforma delle pensioni voluta dall'esecutivo. Il premier Edouard Philippe ha promesso che parlerà questo mercoledì, ma ha anche detto che non ci saranno dichiarazioni eclatanti.

Martinez, leader di uno dei maggiori sindacati francesi, si mostra dialogante sapendo come andranno le cose: "Se il primo ministro dvesse annunciare che non solo ritirerà il progetto, ma dovesse anche cercare di implementare il sistema attuale, allora non ci sarebbe ragione di scioperare".

In realtà le cose andranno diversamente. I lavoratori del settore pubbliico sono quelli che credono che col nuovo sistema perderanno di più, fra il 17 e il 30%.

Una donna: "Per noi è evidente che ci saranno peggioramenti delle condizioni dei lavooratori. È un nuovo attacco del governo contro lavooratori e salariati".

Un uomo dice: "Siamo davvero inquieti davannti a questa sempre maggiore precarizzazione del lavoro e dell'uscita dal mondo del lavoro. Saremo costretti a lavorare oltre i 43 anni che ci aspettavamo di fare perché altrimenti avremo pensioni da fame".

Manifestazioni si sono tenute un po' in tutta la Francia e come in altre occasioni sono degenerate. Il governo monitora la situazione, ma confida nel fatto che stavolta a differenza che con le proteste dei gilet gialli, il supporto della popolazione scemerà molto più rapidamente.

Intanto però alcune città si sono trasformate in campi di battaglia. A Lille si sono registrati i peggiori incidenti.

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