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Gilet gialli, atto 53: il primo anniversario "sarà esplosivo"

Gilet gialli, atto 53: il primo anniversario "sarà esplosivo"
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Di Cinzia Rizzi
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Un anno fa - per la precisione il 17 novembre 2018 - si teneva la prima manifestazione dei cosiddetti "gillets jaunes", un popolo stanco di subire e in collera con il potere

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L'Atto 53 dei gilet gialli di questo sabato sarà "esplosivo". Lo hanno promesso proprio loro, in occasione del primo anniversario della mobilitazione sociale in Francia.

Era nato inizialmente come un movimento inedito, sui social network e poi trasferito, a partire dal 17 novembre 2018, sulle rotonde e ai caselli autostradali della provincia francese. Migliaia di persone avevano iniziato a indossare il gilet giallo - il giubbotto giallo catarifrangente che dobbiamo avere le nostre auto, insomma - per protestare contro il caro carburante, le tasse, l'elevato costo della vita, tra le altre cose.

REUTERS/Stephane Mahe/File Photo
Gilet gialli a Nantes, 17 novembre 2018REUTERS/Stephane Mahe/File Photo

Il movimento si ingrandisce, la violenza entra in gioco

Al grido di "Macron démissionne!" (Macron dimettiti, ndr.) in poco tempo questo movimento si è ampliato e la collera in Francia è letteralmente esplosa.

Sabato 1 dicembre 2018, il fumo dei gas lacrimogeni offuscava gli Champs Elisées, a Parigi. Uno dei simboli della capitale - e del Paese intero - l'Arco di Trionfo veniva vandalizzato. A qualche centinaia di metri da lì, all'Eliseo, il potere iniziava a capire che la cosa era molto più ampia di quanto si pensasse.

REUTERS/Stephane Mahe/File Photo
Place de l'Etoile, Parigi, 1 dicembre 2018REUTERS/Stephane Mahe/File Photo

Macron reagisce e lancia il "grande dibattito nazionale"

Ci vollero 10 giorni, prima di una reazione attesa del "nemico": Emmanuel Macron. In diretta televisiva, il presidente transalpino annunciava varie misure, per placare l'ira del popolo: un aumento di 100 euro sul salario minimo, un premio in busta paga a fine anno, il ritorno degli straordinari esentasse. Ma ne mancava una, fondamentale per i gilet gialli: il ritorno della vecchia ISF, l'imposta sui ricchi, per intenderci. Una delle principali richieste del movimento (insieme al referendum d'iniziativa dei cittadini).

Macron organizzava poi il "grande dibattito nazionale", percorrendo da nord a sud l'Esagono, per ascoltare i cittadini e provare a placare la loro rabbia. Una rabbia crescente, alimentata anche dalla brutalità della polizia, durante le manifestazioni.

La protesta, settimana dopo settimana, ha perso di intensità. Ma chi lo sa, potrebbe riacquistarla, proprio questo sabato.

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