Ecco le meraviglie della Villa di Poppea a Oplontis, Torre Annunziata: maschere sceniche, pavoni dai colori intatti, impronte di alberi e quattro nuovi ambienti. Visite guidate ogni giovedì durante il cantiere di restauro e scavo
Maschere di scena, pavoni dai colori vivaci conservati sotto strati di cenere e lapillo, impronte di alberi e nuovi raffinati ambienti stanno emergendo dallo scavo di ampliamento della Villa di Poppea, la sontuosa dimora attribuita alla seconda moglie di Nerone, situata nel sito archeologico di Oplontis, a Torre Annunziata (Napoli).
Oplontis è un sito archeologico distinto da Pompei e da Ercolano, ma come loro fu sepolto dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
Maschera e Pavone, gli affreschi
Dal 12 febbraio, ogni giovedì dalle 10:30 alle 12:00, i visitatori muniti di regolare biglietto di ingresso potranno accedere, in gruppi di massimo 10 persone, ad alcune aree del cantiere, accompagnati dal personale del Parco. Si tratta di un’occasione unica per osservare dal vivo le operazioni di scavo e restauro degli eccezionali affreschi del Salone della Maschera e del Pavone, uno degli ambienti più raffinati della villa, decorato in II stile.
Il cantiere nasce per chiarire aspetti dello sviluppo del settore ovest della villa, lungo via dei Sepolcri, e risolvere criticità conservative. Al tempo stesso, rappresenta un’importante occasione di valorizzazione del contesto archeologico e urbano, creando una futura connessione con lo Spolettificio Borbonico, dove saranno realizzati spazi espositivi, depositi e servizi aggiuntivi.
Tra le scoperte più significative, una pavonessa integra – speculare al maschio già noto – e frammenti di una maschera scenica della Commedia Atellana, a differenza delle altre attribuibili alla Tragedia. Grazie alla tecnica dei calchi, sono emerse anche le impronte di alberi che decoravano il giardino, in posizione originale e inseriti in un preciso schema ornamentale, raddoppiando il colonnato del porticato meridionale, come in altre domus pompeiane.
Lo scavo ha inoltre portato alla luce quattro nuovi ambienti, tra cui un vano absidato probabilmente parte del settore termale. Parallelamente, è in corso il restauro di due cubicola – ambienti originariamente destinati al riposo – caratterizzati da stucchi, affreschi, volte dipinte e mosaici pavimentali di straordinaria bellezza, con una palette di pigmenti che include il blu egizio, testimonianza della maestria tecnica degli antichi esecutori.
Un’occasione imperdibile per ammirare la bellezza e la storia di una delle ville più lussuose dell’antichità, direttamente dal cantiere archeologico di Oplontis, a Torre Annunziata.