Stellantis annuncia la revisione della strategia elettrica, con oneri da 22,2 miliardi e stop ai dividendi 2026. Il titolo crolla oltre il 25 per cento, ma la società punta al Nord America per la ripresa e guarda agli investimenti globali
Stellantis ha deciso di rivedere la propria strategia sullo sviluppo della gamma elettrica, con un maxi-onere da 22,2 miliardi di euro previsto per il secondo semestre 2025.
Le perdite stimate sono comprese tra 19 e 21 miliardi, mentre la distribuzione dei dividendi per il 2026 è stata sospesa.
L’ad Antonio Filosa ha spiegato che la revisione è necessaria per “riposizionare l’azienda in funzione delle effettive preferenze dei clienti”, pur mantenendo un ottimismo sul ritorno alla redditività già nel 2026. Le consegne del quarto trimestre 2025 sono stimate a 1,5 milioni di unità, in aumento del 9 per cento su base annua, segnando segnali positivi nonostante l’impatto negativo sul mercato.
Crollo del titolo in Borsa e reazioni del mercato
Il titolo Stellantis a Piazza Affari ha subito un tonfo drammatico, perdendo oltre il 25 per cento e chiudendo a 6,11 euro per azione, ai minimi storici. In meno di due anni, la società ha perso circa 61 miliardi di capitalizzazione, con 6 miliardi bruciati solo nella giornata del profit warning.
Il Cfo Joao Laranjo ha chiarito che non è previsto alcun aumento di capitale. La reazione del mercato è stata determinata soprattutto dallo stop ai dividendi e dall’annuncio dei maxi-oneri legati alla strategia elettrica, considerata sovrastimata rispetto alla reale domanda dei consumatori.
La revisione dei piani elettrici e i costi operativi
Secondo Stellantis, la precedente strategia elettrica ha sovrastimato il ritmo della transizione energetica, con investimenti e piattaforme che non raggiungeranno i volumi previsti.
I costi principali derivano dal riallineamento dei piani produttivi alle normative sulle emissioni e alle preferenze dei clienti, dal ridimensionamento della supply chain dei veicoli elettrici e da altri cambiamenti operativi e industriali.
Filosa attribuisce parte della responsabilità al predecessore Carlos Tavares, sottolineando l’esigenza di riportare l’azienda sulle reali necessità dei clienti.
Focus sul Nord America e segnali di ripresa
Nonostante il crollo del titolo, Stellantis punta sul Nord America come principale motore di crescita, grazie ai marchi Jeep, Ram e Dodge.
Le consegne nell’area sono cresciute del 43 per cento su base annua, mentre nel secondo semestre 2025 le consegne consolidate hanno registrato un aumento dell’11 per cento.
Negli Stati Uniti, Stellantis ha annunciato il più grande investimento della sua storia americana, pari a 13 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni, confermando il mercato come strategico per la redditività futura.
Contesto europeo: altre case rivisitano la strategia elettrica
Il dietrofront di Stellantis si inserisce in un contesto più ampio del settore automobilistico europeo. Volkswagen ha rallentato l’introduzione di alcuni modelli EV e ampliato la gamma ibrida, BMW punta su personalizzazione e motori ibridi plug-in, mentre Renault e Peugeot hanno registrato cali di domanda EV nei mercati chiave, confermando la prudenza dei consumatori.
In questo scenario, Stellantis punta a enfatizzare la libertà di scelta dei clienti, riducendo la produzione elettrica e valorizzando i mercati più redditizi.
Outlook 2026: ottimismo nonostante il crollo
Filosa conferma che il gruppo prevede di essere redditizio per tutto il 2026, sostenuto dalla crescita in Nord America e dalle consegne globali.
L’Investor Day del 21 maggio ad Auburn Hills, Michigan, sarà il momento in cui Stellantis presenterà il nuovo piano strategico, con aggiornamenti sul portafoglio brand e sulle priorità industriali. Nonostante il pesante impatto economico e il tonfo in Borsa, l’azienda punta a un rilancio redditizio, più concentrato sulle esigenze reali dei clienti e meno sulla corsa all’elettrico accelerata.