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Ucraina, l'intervista ad Andrei Kurkov: "Oggi i politici sembrano attori"

Ucraina, l'intervista ad Andrei Kurkov: "Oggi i politici sembrano attori"
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Attraverso i suoi libri, lo scrittore Andrei Kurkov ha scoperto i molteplici volti dell'Ucraina, un Paese che rimane nell'occhio del ciclone.

Nel corso di un'intervista esclusiva, Euronews tocca con lui svariati argomenti, spaziando dalla politica alla letteratura, dall'Europa ai rapporti tra il suo Paese e la Russia.

In uno dei suoi ultimi libri, "Vilnius, Parigi, Londra", tre coppie vogliono lasciare la Lituania per tentare la fortuna in Europa: cosa rappresenta l'Unione europea per i Paesi che erano sotto il regime dell'Unione Sovietica?

"In Ucraina, in realtà - dice lo scrittore - la parola Europa significa vita senza corruzione, con buone garanzie sociali, con servizi medici, buoni salari e Stato di diritto: forse lo Stato di diritto è la cosa principale, perché in effetti le persone pensano che l'Ucraina diventerà un Paese stabile, quando lo avremo anche noi".

Showbusiness e politica

Nel suo libro "L'ultimo amore del Presidente", nulla lascia presagire che il personaggio principale diventi poi Presidente dell'Ucraina: ora il Paese ha un Presidente che era un attore, ha avuto una sorta di premonizione?

"Penso sia una tendenza in tutto il mondo il fatto che la politica si stia avvicinando allo showbusiness: se guardi Boris Johnson, a volte dimentichi che è un politico, sembra un attore che interpreta il ruolo di un politico.

Per non parlare del Presidente Trump: è strano, penso possa essere un grande successo per uno showman.

Tuttavia, un rischio per l'Ucraina è dato dal fatto che il Presidente non ha esperienza come politico, non ha portato al Parlamento alcuna esperienza, quindi speriamo solo che tutti rimangano onesti, siano pronti a imparare il più possibile ed a diventare politici quanto prima".

I rapporti con la Russia

Una volta ha detto che l'Ucraina è come un pendolo che oscilla tra Oriente e Occidente: pensa che il Presidente Zelenskji potrebbe essere tentato di guardare verso la Russia?

"No, non lo farebbe, ma non ha ancora mostrato il suo programma concreto: ipotizziamo la sua politica sulla base delle sue dichiarazioni o di quelle dei suoi assistenti.

Se si giudicano quelle dichiarazioni, ci stiamo muovendo ancora verso l'Europa, ma ovviamente la velocità di questo movimento potrebbe essere politicamente rallentata".

Lei è stato un sostenitore della rivoluzione di Maidan e ha scritto il libro "Diari ucraini": da allora, il Paese ha vissuto in guerra e ha perso una parte del suo territorio, ne è valsa la pena?

"Penso che la scelta sia stata quella di perdere l'indipendenza oppure di andare in guerra con la Russia, perché quest'ultima non avrebbe permesso all'Ucraina di spostarsi liberamente dal passato sovietico verso il futuro europeo, era prevedibile.

E se non avessimo avuto Maidan, penso che in Ucraina ora avremmo la situazione vigente in Bielorussia, e Putin sarebbe molto felice di unire in un'unico Stato Bielorussia, Ucraina e Russia: quindi, direi che ne è valsa la pena".

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