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Atletica: Shelly-Ann Fraser, i nove titoli della Regina dei Mondiali

L'oro della staffetta giamaicana: Natalliah Whyte, Shelly-Ann Fraser-Pryce, Shericka Jackson e Jonielle Smith.
L'oro della staffetta giamaicana: Natalliah Whyte, Shelly-Ann Fraser-Pryce, Shericka Jackson e Jonielle Smith. -
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REUTERS/Lucy Nicholson
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DOHA (QATAR) - A quasi 33 anni (li compirà il 27 dicembre), la velocista giamaicana Shelly-Ann Fraser-Pryce ha conquistato il suo nono titolo mondiale. Lo ha fatto vincendo la staffetta 4x100 con la sua Giamaica (insieme a Natalliah Whyte, Shericka Jackson e Jonielle Smith) ai Mondiali di atletica appena terminati a Doha (per l'Italia, nel medagliere, solo il bronzo di Eleonora Giorgi nella marcia 50 km).

Una settimana dopo aver ottenuto il suo quarto titolo mondiale nei 100 metri individuali, la giamaicana ha preso il testimone da ultima frazionista in seconda posizione ed è partita in orbita per portare la sua squadra alla medaglia d'oro, con il tempo di 44"41.

"Ora il sole della Giamaica"

"Sono felice, ma naturalmente queste vittorie non sono arrivate senza impegno, allenamento, fatica, dolore e sacrifici", ha commentato Shelly-Ann Fraser-Pryce. "Mancano solo dieci mesi alle Olimpiadi di Tokyo, e ci sto facendo un pensierino. Ma prima voglio approfittare del sole della Giamaica...".

Mamma del piccolo Zyon dall'agosto 2017, Shelly-Ann Fraser ha vinto due medaglie d'oro olimpiche (Pechino 2008 e Londra 2012) e un bronzo (Rio 2016) nei 100 metri.

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Shelly-Ann Fraser-Pryce sul podio dei 100 metri a Doha.REUTERS/Ibraheem Al Omari

Squalifica per un antidolorifico

Shelly-Ann Fraser-Pryce ha scontato una squalifica di sei mesi dall'atletica dopo che un campione di urina prelevato durante il meeting della Shanghai Diamond League 2010 conteneva Oxycodone. Si tratta di un antidolorifico, che non è considerato come "migliorativo" per le prestazioni, né il codice WADA lo considera un agente mascherante per altri farmaci.

Stephen Francis, l'allenatore della velocista, le avrebbe raccomandato l'antidolorifico dopo essersi lamentata di un mal di denti, e avrebbe trascurato di dichiarare il farmaco sul suo modulo di controllo del doping in quello che ha descritto come un semplice errore di trascrizione.
Tuttavia, Shelly-Ann Fraser-Pryce ha riconosciuto la responsabilità delle sue azioni; "Sono un atleta professionista, una che dovrebbe dare l'esempio, quindi qualunque cosa sia che metto nel mio corpo, sta a me assumermi la responsabilità. E l'ho fatto".

Ora, la Regina dell'Atletica è tornata.

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Shelly-Ann Fraser-Pryce festeggia l'oro nei 100 metri in pista con il figlio Zyon.REUTERS/Dylan Martinez
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