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Francia, cosa prevede il progetto legge su procreazione assistita per coppie lesbiche e mamme single

Francia, cosa prevede il progetto legge su procreazione assistita per coppie lesbiche e mamme single
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Una locandina che promuove la Procreazione Medicalmente Assistita a Parigi - Copyright REUTERS/Benoit Tessier
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Mentre i parlamentari italiani non sono stati in grado, in un anno, di legiferare sul cosiddetto suicidio assistito, in Francia è iniziato il dibattito parlamentare sulle leggi nazionali nel campo della bioetica.

Tra i molti temi - come l'eutanasia, l'anonimato dei donatori di sperma o la chirurgia per neonati intersessuali - un capitolo solleva più discussioni di altri: consentire l'accesso alla riproduzione medicalmente assistita - o fecondazione in vitro - a tutte le donne, indipendentemente dal loro stato civile o orientamento sessuale. Quindi anche a coppie lesbiche o mamme single.

I ministri della Sanità, della Giustizia e della Ricerca difenderanno davanti ai deputati il dispositivo di riforma, considerato una pietra angolare del piano di riforme sociali volute da Emmanuel Macron. L'iter è stato rallentato dalle proteste dei gilet gialli ma continua ad incontrare in patria notevoli resistenze. Vi spieghiamo perché.

Cosa prevede il testo

Secondo la legislazione vigente, solo le donne eterosessuali con problemi di fertilità possono avere accesso a tecniche come la donazione di sperma e la fecondazione in vitro (FIVET).

Il disegno di legge che da oggi è all'esame dell'Assemblea prevede che lo Stato si faccia carico dell'intero costo della fecondazione in vitro anche per donne omosessuali o senza partner, come già avviene per le coppie eterosessuali. Il governo prevede un aumento di circa 2mila richieste di FIVET rispetto ai 150mila tentativi effettuati ogni anno nel paese.

Se la fecondazione in vitro rimane la parte più controversa, il disegno di legge permetterebbe alle donne di congelare i loro ovuli per motivi diversi rispetto a quelli medici, così da veder aumentate le chances di avere figli.

Rimarranno tuttavia proibite le gravidanze surrogate: il governo francese la ritiene una questione ancora troppo controversa. "Avrebbe sollevato la questione della commercializzazione del corpo femminile", ha affermato il ministro della salute Agnes Buzyn all'inizio di quest'anno. Il disegno di legge introduce anche la fine dell'anonimato per i donatori di sperma, che dovranno accettare che la loro possa essere rivelata qualora i figli chiedessero di conoscere il loro padre biologico al compimento del 18esimo anno di età. La riforma, inoltre, affronta altre questioni bioetiche delicate come la ricerca sulle cellule staminali e i donatori di organi.

Perché la riforma è così controversa?

Mentre la riproduzione medicalmente assistita è già ampiamente disponibile per tutte le donne in paesi come la Gran Bretagna, il Belgio e la Spagna, in Francia rimane ancora un tema molto divisivo. Appena sei anni fa, la legge sul matrimonio gay voluta dall'ex presidente Francois Hollande ha dovuto affrontare, sul suo cammino, una opposizione particolarmente pugnace in un paese a vocazione laica, in cui l'influenza della Chiesa cattolica è considerata essere in declino.

Gli stessi gruppi che si opposero alle nozze omosessuali nel 2013 scenderanno nuovamente in piazza il 6 ottobre prossimo per un giorno di proteste nazionali contro la legge sulla bioetica. "Stiamo decidendo volontariamente di privare completamente i figli dei loro padri", ha sussultato Alberic Dumont, vicepresidente de La Manif Pour Tous, il gruppo che organizza le proteste.

In un'intervista con la radio RTL, Marine Le Pen del Rassemblement National (RN) ha detto che lo "Stato mentirà ai bambini, dicendo loro sul certificato di nascita che sono figli di due madri. Una menzogna insostenibile". Il RN ha chiesto che sul tema venga effettuato un referendum.

Sabato scorso, anche l'Accademia Francese di Medicina ha espresso riserve sul disegno di legge. "L'idea deliberata che un bambino sia privato di un padre rappresenta un importante punto di rottura antropologica", la posizione dell'Accademia. La cosa, ha aggiunto, avverrà "non senza rischi" per lo sviluppo psicologico del bambino.

Il ministro della salute Agnes Buzyn ha definito "obsoleto" il parere dell'Accademia e ha ricordato che circa un quarto dei bambini francesi vive attualmente in famiglie monoparentali. "Tutti gli studi mostrano che i bambini nati da coppie gay o cresciuti da donne sole non hanno particolari difficoltà", le sue parole alla stampa dell'estate scorsa.

I dibattiti in corso riflettono anche una più ampia resistenza alla commercializzazione dell'industria della fertilità, in un paese visceralmente legato al suo generoso sistema sanitario pubblico.

Perfino all'interno del partito La Republique en Marche di Macron ci sono deputati hanno espresso riserve sul testo. Sarà loro consentita libertà di voto, senza obbligo di allinearsi alla posizione ufficiale dello schieramento. La maggioranza di cui può godere En Marche è però solida e ci si aspetta che il disegno di legge passi l'esame dell'Assemblea.

Procreazione medicalmente assistita, com'è la situazione in Europa

Quando si parla di procreazione medicalmente assistita ci si imbatte in un "mosaico" legislativo a livello continentale, secondo la definizione della Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia (ESHRE). Ogni paese ha una propria legislazione che disciplina questioni come la FIVET, il congelamento degli ovuli e le gravidanze surrogate. Le disparità da paese a paese sono grandi.

Parlando della sola FIVET, molti paesi autorizzano la procedura solo per le coppie eterosessuali. Tra essi: Italia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Lituania, Slovacchia e Slovenia. Altri stati hanno però una legislazione più progressista. In Portogallo, Spagna, Regno Unito o Svezia, tutte le donne hanno diritto alla FIVET (comprese le coppie lesbiche e le donne sole) a condizione che siano in "età riproduttiva naturale". L'Austria l'autorizza per le coppie omosessuali ma non per le donne single. In paesi come la Grecia, l'Estonia, la Bulgaria e la Slovenia, è il contrario.

Gravidanze surrogate. Uno studio ESHRE condotto nel 2017 indica come i seguenti paesi dell'UE vietano la maternità surrogata: Austria, Bulgaria, Bulgaria, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lituania, Norvegia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.

Congelamento degli ovuli. La Spagna, il Belgio, la Svizzera e il Regno Unito sono tra i paesi dell'UE che attualmente consentono il congelamento degli ovuli a tutte le donne, anche per motivi non medici.