Euronews non è più disponibile su Internet Explorer. Questo browser non è aggiornato da parte di Microsoft e non supporta le ultime novità. Ti suggeriamo di usare un altro browser come Edge, Safari, Google Chrome o Mozilla Firefox.
ULTIM'ORA

Israele, gli exit poll danno Gantz in testa su Netanyahu

Israele: chi sarà il vero vincitore delle elezioni?
Israele: chi sarà il vero vincitore delle elezioni?
Euronews logo
Dimensioni di testo Aa Aa

TEL AVIV (ISRAELE) - Testa a testa alle elezioni in Israele.
Secondo i nuovi exit-poll, Il primo ministro Benjamin Netanyahu non avrebbe la maggioranza per formare un nuovo governo.

La coalizione di destra, che comprende il Likud, il partito di Netanyahu, conterebbe su 54 seggi alla Knesset, il Parlamento, mentre quella di centro, guidata dal partito Blu-Bianco di Benny Gantz, ex Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, avrebbe ottenuto 58 seggi, comunque insufficienti per raggiungere la soglia di 61 seggi su 120.

''Israel Beitenu'', partito russofono del nazionalista laico Avigdor Lieberman, diventerebbe cosi l'ago della bilancia per ogni coalizione con i suoi 8-10 seggi conquistati.

Chi è Avigdor Lieberman, il "Falco"?

Da 20 anni in politica, sempre nell'orbita di Benyamin Netanyahu, dallo scorso aprile Avigdor Lieberman si è improvvisamente trasformato nell'incubo del premier.
In questi mesi, alla guida del partito russofono Israel Beitenu, ha saputo infatti collocarsi alla perfezione in uno spazio politico angusto, incuneato fra il Likud ed i centristi di Blu-Bianco. Da quella posizione, come confermano i primi exit poll di stasera in Israele, potrebbe essere in grado di decidere l'esito delle elezioni a seconda che i suoi seggi - tra gli 8 e i 10 - vadano a sostegno di Netanyahu oppure dello sfidante Benny Gantz, come appare più probabile.
Alle elezioni di aprile ottenne cinque seggi e proprio la loro inopinata mancanza impedì a Netanyahu di varare un nuovo governo.
Per quale motivo si tirò indietro?
Lieberman, nazionalista laico, spiegò che non si sentiva più di appoggiare un governo basato sul sostegno di rabbini ultraortodossi e di coloni con venature "messianiche". Inoltre, avendo già ricoperto incarichi di prestigio - fra cui ministro degli Esteri e ministro della Difesa - l'ingresso in un nuovo esecutivo di Netanyahu in un ruolo subalterno non lo interessava.

REUTERS/Nir Elias/File Photo
Avigdor Lieberman.REUTERS/Nir Elias/File Photo

Nato in Moldova 61 anni fa, Lieberman ha riscosso notevole popolarità fra gli ebrei immigrati dall'ex Urss per la sua viscerale avversione verso la sinistra socialista in quanto tale e, per esteso, verso i laburisti israeliani.
Nei suoi messaggi ha calcato molto i toni nazionalistici (a tratti anche anti-arabi), combinandoli con un laicismo profondo. Attento a curare la propria immagine di falco ad oltranza, Lieberman - che da anni invoca la pena di morte per i terroristi palestinesi - motivò le proprie dimissioni dalla carica di ministro della Difesa accusando i vertici dell'esercito di aver intralciato i suoi progetti per un intervento militare in grande stile contro Hamas a Gaza. Poi biasimò Netanyahu per aver autorizzato l'afflusso verso Gaza di fondi del Qatar, malgrado insistenti lanci di razzi dalla Striscia.
Negli ultimi mesi ha cercato di guadagnare sostegno fra i centristi israeliani e anche in parte a sinistra innestando un'aspra campagna contro gli ebrei ortodossi, da lui dipinti come una comunità che non contribuisce come dovrebbe né alla sicurezza né all'economia del Paese.
Lieberman si presenta come l'artefice di un vasto governo "laico liberale" che includa, oltre al suo partito, anche Blu-Bianco ed il Likud. In pratica, sospettano vari analisti, sta gettando le basi per una candidatura alla carica di premier.

(Aldo Baquis, Ansa)