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"Per noi non cambierà nulla". I palestinesi scettici verso il voto in Israele

"Per noi non cambierà nulla". I palestinesi scettici verso il voto in Israele
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Qualsiasi sarà l'esito delle elezioni in Israele, i palestinesi non si aspettano notizie positive. Dalla striscia di Gaza alla Cisgiordania prevale la disillusione, dopo una campagna elettorale che si è giocata anche sull'annessione di una parte dei territori.

"I leader palestinesi cosa mi potranno offrire? Mi daranno lavoro? Ci lasceranno andare a lavorare in Israele?", dice un residente di Gaza. "Netanyahu o Gantz, non cambierà nulla, perché sono uguali". Per i palestinesi la loro terra è stata sottratta e sarà restituita solo con la forza", aggiunge un cittadino di Ramallah, in Cisgiordania.

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"Anche se l'opposizione dovesse vincere non ci saranno passi avanti. Gantz farà peggio di Netanyahu, non solo quello che ci aspetteremmo da lui ma ancora peggio. Perché al governo in Israele può andare solo l'estrema destra, nessun altro", è il commento di un suo concittadino.

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Nella giornata elettorale, Israele ha imposto la chiusura dei confini con i territori palestinesi. In zone come questa, un check point tra Betlemme e Gerusalemme, dove si formano lunghe code per i controlli, l'atmosfera è irreale, mentre si aspetta l'esito delle urne.