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Atlantia nella cordata per salvare Alitalia

Atlantia nella cordata per salvare Alitalia
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Sarà Atlantia a completare la cordata che avrà il compito di salvare Alitalia. Lo ha annunciato oggi il cda di Ferrovie dello Stato dopo una riunione di quasi sei ore.

La società guidata dalla famiglia Benetton si aggiunge così alle stesse Ferrovie, al Ministero dell'Economia e a Delta Airlines: nelle prossime settimane i quattro soci dovranno definire il piano industriale e l'offerta finale da presentare ai commissari per l'acquisto della compagnia aerea.

Esclusi gli altri candidati in lizza: il gruppo Toto, dato tra i favoriti alla vigilia, il proprietario della Lazio Claudio Lotito e patron di Avianca German Efremovich. Il capitale della nuova compagnia dovrebbe aggirarsi sul milardo di euro.

"Prendiamo atto della decisione odierna presa dal cda di Fs - è stato il commento del gruppo Toto - restando convinti del valore delle nostre linee guida di Piano presentate, basate sulla crescita e sullo sviluppo di Alitalia nel medio e lungo termine".

"Non intendo contestare le scelte del governo - è stata la replica di Lotito -. Hanno seguito logiche provviste di ragioni diverse da quelle strettamente imprenditoriali che costituiscono il fondamento della mia manifestazione di interesse, basata sull'essenzialità delle sinergie industriali da apportare al piano".

Nuova Alitalia, una storia travagliata

Abbiamo chiesto a Gianni Dragoni, giornalista de Il sole 24, Ore quale sia lo stato delle cose e perché, in passato, grosse compagnie si sono avvicinate ad Alitalia per poi allontanarsi velocemente.

"È scappato chi aveva manifestato interesse come Easyjet e Lufhansa. Altri hanno fatto manfestazioni preliminari e poi sono spariti. Easyjet aveva interessi parziali, solo i voli su Milano dove c'è il traffico più ricco. Intendendo Milano-Linate. Alitalia vorrebbe col nuovo piano orientare i voli su di una clientela d'affari, di alto valore. La clientela di alto valore però è andata negli ultimi anni sui voli low cost perché tutte le aziende hanno la tendnenza a tagliare e cercare dove possibile di risparmiare. Non basta dire metto più voli o servo meglio un mercato per attrarre un mercato business, ci vogliono anche le necessarie infrastrutture e prezzi attrattivi rispetto ai servizi che si offrono. Per quanto riguarda Lufhansa, questa non è mai tirata indietro. Però ha preentato fin dal primo momento un piano, questo anche col governo Gentiloni e con Calenda. Il piano prevedevaun forte ridimensionamento di Alitalia a 74 aerei, oggi sono 117, quindi quasi un dimezzamento della compagnia come aveva fatto quando aveva rilevato Swissair e Austrian. Entrambe compagnie decotte come sarebbe fallita Alitalia. Lufhansa però taglia molto e poi se il risanamento funziona fa crescere queste compagnie. Swiss per esempio ha oggi unaa dimensione maggiore anche nei voli intercontinentali anche rispetto a com'era la vecchia Swiss Air fallita. Né il governo attuale, né quello passato hanno ritenuto possibile affrontare costi sociali di questa portata".