Juventus, primo giorno in bianconero per Adrien Rabiot: "Grazie a Buffon"

Juventus, primo giorno in bianconero per Adrien Rabiot: "Grazie a Buffon"
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TORINO (ITALIA) - Fa persino più scalpore in Francia che in Italia l'arrivo di Adrien Rabiot alla Juventus, accolto da Pavel Nedved e Fabio Paratici nella sua presentazione ufficiale all'Allianz Stadium di Torino.

Paratici, Rabiot, Nedved e la 25.

Addio PSG, benvenuta Juve!

Dopo una lunga battaglia con il Paris Saint Germain - che lo ha messo fuori rosa dopo il rifiuto di prolungare il contratto - il 24enne centrocampista francese è approdato - grazie alla sapiente regia della mamma e agente Veronique - alla corte di Maurizio Sarri a parametro zero, come nel caso del gallese Aaron Ramsey.

"Buffon mi ha detto cose molto interessanti. Mi ha suggerito che, se volevo fare un passo in avanti nella carriera, la Juventus sarebbe stato il posto giusto per farlo".
Adrien Rabiot
centrocampista Juventus

"Devo ringraziare Gigi Buffon", ha dichiarato Rabiot in conferenza stampa, "perchè mi ha detto cose molto interessanti. Mi ha suggerito che, se volevo fare un passo in avanti nella carriera, la Juventus sarebbe stato il posto giusto per farlo. Uno o due anni alla Juve valgono di più che in altri club".

Adrien Rabiot indosserà la maglia bianconera numero 25. Ritroverà proprio il suo mentore, Buffon, e ha dichiarato che non vede l'ora di giocare insieme a Cristiano Ronaldo, definito un "grande campione".

Fermo da gennaio 2019, quando è finito fuori rosa al PSG, da allora Rabiot si è sempre allenato a parte, con grande professionalità.
Alla Juventus ha firmato un contratto di 4 anni da circa 7 milioni di euro netti a stagione.

In carriera, Rabiot ha giocato un anno nelle giovanili del Manchester City (a 13 anni), poi è entrato nell'orbita-PSG, con un prestito per una mezza stagione al Tolosa.

Un bel caratterino

Neel giro della nazionale francese, Adrien Rabiot non è campione del mondo. L'anno scorso, alla vigilia delle convocazioni per i Mondiali - forse mal consigliato dalla vulcanica e talvolta ingombrante mamma-manager - disse chiaro e tondo al commissario tecnico Didier Deschamps: "Se non sono titolare, preferisco restare a casa".
Detto, fatto.
Deschamps non lo convocò.
Un bel caratterino, Rabiot, non c'è che dire.