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Kyiv o Kiev? Cosa cambia e perché è così importante per gli ucraini

Kyiv o Kiev? Cosa cambia e perché è così importante per gli ucraini
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Relax sul fiume Dnipro a Kiyv, Ucraina, il 15 giugno 2019 - REUTERS/Gleb Garanich
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Kyiv o Kiev? Quale traslitterazione è giusto utilizzare per riferirsi al nome della capitale ucraina? Come spesso accade, la scelta nasconde significati geopolitici non indifferenti.

Settimana scorsa lo Unites States Board on Geographic Names (USGS) ha accolto l'appello dell'ambasciatore ucraino negli USA e ha rimpiazzato la dicitura "Kiev" con "Kyiv", ovvero lo spelling internazionale considerato corretto dal governo locale. Molte associazioni non governative, tra cui l'International Air Transport Association (IATA), potrebbero presto seguire l'esempio dato che utilizzano tutte lo stesso database USGS. In particolare, sempre più aeroporti nel mondo utilizzeranno "Kyiv" invece di "Kiev" sui tabelloni delle partenze e degli arrivi.

L'importanza del nome

Se per noi la differenza non sembra essere così grande, ma per molti ucraini è davvero enorme. Kyiv è il nome della capitale ucraina. Si scrive nell'alfabeto latino K-Y-I-V. Kiev invece è come lo si pronuncia in Russia. Scritto K-I-E-V, è la traslitterazione che si usa in inglese ed è diventata quella storicamente più diffusa a livello mondiale.

Per molti ucraini oggi, il suono "Kiev" è associato alla repressione della lingua ucraina durante il periodo di dominazione sovietica.

Oggi l'Ucraina è indipendente, in guerra con le forze sostenute dalla Russia nell'est del Paese e ha dovuto subire l'annessione della Crimea da parte di Mosca.

Il Paese oggi promuove l'utilizzo dell'ucraino facendo campagna per l'utilizzo della dicitura "Kyiv". Ha adottato standard per rendere la trascrizione ucraina dei toponimi dal cirillico all'alfabeto latino e spera che così faccia anche la comunità internazionale. Si tratta di un modo di fuggire dai fantasmi del passato sovietico e ribadire la propria indipendenza anche dal punto di vista linguistico fuori dai confini nazionali.

Non è una iniziativa nuova

Le controversie legate all'uso degli esonimi (cioè i nomi impiegati dagli italofoni per riferirsi a località poste in zone in cui non si parla la lingua italiana) non sono nuove. Ad esempio, "Deutschland" in inglese è "Germany", in francese "Allemagne" e "Niemcy" in polacco. Il nocciolo della questione è il diritto dei vari Paesi di decidere come vogliono essere chiamati da tutti coloro che non parlano la propria lingua.

Come stato indipendente dal 1991, l'Ucraina si è battuta a lungo affinché la trascrizione ucraina fosse quella utilizzata sia inglese che nelle altre lingue. La questione è diventata ancora più delicata dal 2014, dopo l'annessione della Crimea.

Alla fine dello scorso anno, il Ministero degli Esteri ucraino ha lanciato una campagna sui social media che incoraggiava gli utenti ad usare gli hashtag #CorrectUA e #KyivNotKiev.

Questo problema non esiste solo a Kyiv/Kiev. In epoca sovietica, i toponimi russi che indicavano luoghi in Ucraina venivano utilizzati assieme a quelli della lingua locale. Di conseguenza, quasi ovunque si utilizza sia la versione russa che quella ucraina.

Su TV e giornali, spesso, viene utilizzata la versione russa. Così è accaduto anche per Chernobyl e Odessa: in ucraino si dovrebbe dire piuttosto Chornobyl o Odesa.

L'Ucraina ha chiesto ai media internazionali di usare Kyiv e l'edizione World di Euronews ha accolto questa richiesta. La redazione italiana continua ad utilizzare nei servizi TV la pronuncia "Kiev" i cui fonemi sono più simili a quelli della lingua italiana.

Che se ne dice a Kyiv/Kiev?

Gli stessi ucraini non prestano molta attenzione al dilemma Kyiv/Kiev: utilizzano Kiev o perché sono russofoni o semplicemente per abitudine. Perfino nelle strade della capitale talvolta ci si può ancora imbattere in un cartello con la scritta "Kiev" invece di "Kyiv".

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