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Che ruolo avrà Libra, la criptovaluta di Facebook, nell'Italia che paga in contanti?

Che ruolo avrà Libra, la criptovaluta di Facebook, nell'Italia che paga in contanti?
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REUTERS/Dado Ruvic/Illustration
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Facebook ha rivelato al mondo il suo nuovo progetto di moneta digitale. Si chiamerà Libra e sarà una criptovaluta che potrà essere utilizzata dal 2020 da miliardi di utenti per inviarsi denaro oppure pagare il caffè, il biglietto del tram, le bollette "con la stessa facilità con cui ci si invia una fotografia" - per dirla con le stesse parole del CEO, Mark Zuckerberg.

Dietro Libra - che sarà gestita da una no profit indipendente con sede in Svizzera - ci saranno pesi massimi come Visa, Mastercard, Uber, Spotify, Vodafone, Paypal Iliad. Chi vorrà acquistare la criptovaluta di Zuckerberg dovrà farlo tramite Calibra, società sussidiaria di Facebook. La struttura di Libra sarà basata sulla tecnologia blockchain, resa famosa dal Bitcoin. I consumatori potranno tenere la cripotvaluta nei loro portafogli elettronici, spenderla con le aziende l'accettano tramite Messenger, Facebook e Whatsapp o convertita rapidamente in valute tradizionali, così da essere inviata nei propri conti correnti.

Potrà infine essere utilizzata anche da coloro che non hanno un conto corrente ma sono dotati di smartphone: questo, per stessa ammissione di Zuckerberg, la apre a nuovi mercati soprattutto fra i paesi in via di sviluppo.

Tra preoccupazioni e opportunità di rivoluzione del sistema bancario

Luca Fantacci, professore di storia economica e finanziaria e di storia del pensiero economico all’Università Bocconi, su Lavoce.info ha messo nero su bianco alcune delle principali problematiche poste da Libra.

Derivano dal fatto che la moneta di Facebook, dovendo valicare i confini valutari, dovrebbe avere radici su un paniere fatto di una molteplicità di valute - anche per dare all'utente un'esperienza fluida indipendentemente dalla nazione di riferimento. Ma chi selezionerà questo paniere? E con quali parametri? "Potenzialmente Libra sarà un elemento molto destabilizzante, con influsso molto forte sui mercati valutari: mi meraviglia che Facebook possa farlo nel silenzio dei regolatori internazionali come Fondo monetario internazionale e della Banca dei regolamenti internazionali", l'opinione di Fantacci a Euronews.

Il governatore della Bank of England, Mark Carney, ha già lasciato intravedere che la strada sarà in salita. "Deve essere soggetta ai maggiori standard di regolamentazione. La valuteremo da vicino e a livello coordinato di G7, Bri, Fsb e Fmi. Mente aperta, ma non porta aperta".

C'è invece chi saluta l'annuncio di Libra come un elemento che porterà a cambiamenti tanto attesi quanto inevitabili.

Secondo Garrick Hileman, a capo della ricerca per Blockchain, "il sistema dei servizi finanziari non è mai stato scosso davvero dopo l'arrivo di Internet e della digitalizzazione. Non tanto quanto lo è stato quello dei media, o altri settori. Pagamenti, valute e banche non sono cambiati molto dall'arrivo di Internet e dalla crisi finanziaria del 2008". In quest'ottica, Libra "potrebbe potenzialmente offrire una forma di moneta e di pagamento più veloce, più economica di quanto le banche abbiano mai offerto". E per giunta in maniera completamente disintermediata.

Valeria Portale, direttrice degli Osservatori innnovative payments e blockchain del Politecnico di Milano, affida ad Ansa le sue considerazioni. "Le banche non devono temere di essere già sconfitte, ma non possono stare a guardare, perché gli equilibri potrebbero mutare velocemente", da un lato per la direttiva europea PSD2 che ha aperto la porta a nuovi attori nei servizi di pagamento, e dall'altro per l'evoluzione delle abitudini dei consumatori che, conclude, "si affideranno sempre più ad attori non tradizionali per gestire i pagamenti".

In Italia potrebbe avere "forte impatto sui pagamenti elettronici"

L’Italia è il Paese europeo dove si usa più contante, ciascuno di noi gira in media con banconote per 69€ nel portafogli e dove Facebook è utilizzato da oltre metà della popolazione.

Ogni 100 euro di transazioni, in Italia 86 sono in cartamoneta. La media dell’area Euro si attesta al 79 per cento, secondo dati del Comitato per la sicurezza finanziaria e di un sondaggio della Banca Centrale Europea.

Fonte: ECB, Deutsche Bundesbank and De Nederlandsche Bank

Secondo il prof. Fantacci, al netto della difficoltà di fare previsioni a questo stadio, "è chiaro che in un Paese come l'Italia la criptovaluta di Facebook potrebbe avere un forte impatto sulla diffusione di pagamenti elettronici".

Proprio per il fatto che Libra verrà controllata da un consorzio, sarà tracciabile (tecnologia blockchain) e legata la profilo social di ognuno, "il rischio di evasione fiscale sarà inesistente".

Bene è ricordare tuttavia che il primo progetto Facebook per "dominare il mondo" anche sul terreno dei pagamenti digitali, Credits, è fallito miseramente.

Nel frattempo, il segretario del PD, Zingaretti, ha chiesto al Governo di istituire una Commissione di vigilanza sulle criptovalute e sul loro utilizzo nei confini del nostro Paese.

Una piattaforma che integra comportamenti sociali e comportamenti d'acquisto

L'aspetto su cui il prof. Fantacci mette in guardia è piuttosto l'aumento della messe di dati che costituiscono la base dei ricavi pubblicitari per Facebook. La criptovaluta "risponde ad un preciso interesse del promotore: aumentare la sua banca dati e il patrimonio informativo della base clienti in suo possesso, aggiungendo informazioni legate ai comportamenti d'acquisto e alle relazioni finanziarie" degli utenti.

Stando a quanto è stato reso noto nelle ultime ore, a Calibra non dovrebbe essere consentito di condividere le informazioni finanziarie dei clienti con nessuna altra divisione di Facebook. Kevin Weil, vice presidente dei prodotti di Calibra, ha rassicurato sul fatto che "i vostri dati finanziari non saranno mai usati per pubblicità mirata su Facebook". Secondo il Corriere della Sera, dopo lo scoppio del caso Cambridge Analytica, le indagini su questioni legate alla privacy che coinvolgono il gigante creato da Zuckerberg autorizzerebbero a non rimanere tranquilli di fronte alle rassicurazioni di Calibra.

Non solo Facebook

La mossa di Facebook non rappresenta un unicum. La chat Telegram si sta muovendo da oltre un anno per creare una valuta che potrebbe arrivare già a ottobre e consentire trasferimenti di denaro tra utenti. Non è escluso che nei prossimi anni si possa assistere al proliferare di numerose criptovalute aziendali, secondo Portale. In Cina, la piattaforma cinese WeChat trae il 60 per cento dei propri ricavi da servizi di pagamento e meno di un terzo da pubblicità (fonte: Financial Times).