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Saremo il Paese più vecchio: ecco com'è cambiata la popolazione europea negli ultimi 70 anni

Saremo il Paese più vecchio: ecco com'è cambiata la popolazione europea negli ultimi 70 anni
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Foto: Pixabay
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Secondo le ultime previsioni pubblicate dalle Nazioni Unite, la popolazione dell'Unione europea crescerà fino a toccare 519.713 abitanti nel 2020 e l'Italia diventerà il Paese più anziano dell'intero blocco.

Per effettuare previsioni accurate, lo studio Onu analizza il cambiamento demografico in ogni Stato a partire dal 1950.

Le stime per il 2020 non tengono conto del previsto calo della popolazione dell'UE dovuto alla decisione del Regno Unito di lasciare l'UE.

La popolazione di quasi tutti gli Stati membri dell'UE è cresciuta negli ultimi settant'anni ad eccezione di quella di due Paesi. Hanno infatti registrato una contrazione dei loro residenti sia Bulgaria che Lettonia, perdendorispettivamente 303.000 e 41.000 persone dal 1950 ad oggi.

Anche l'età media della popolazione europea è notevolmente aumentata. Rispetto al 1950, quando l'età media era di 28,9 anni, si prevede che nel 2020 sarà crescitua di oltre un decennio toccando i 43 anni.

Secondo le cifre delle Nazioni Unite, nel 2020 il paese più giovane della UE sarà Cipro, con un'età media di 37 anni. Il paese più vecchio dovrebbe essere invece l'Italia con un'età media di 47 anni

I tassi di variazione sono complicati dal fatto che l'Europa degli anni '50 non era la stessa di quella odierna. In quel tempo, solo i sei membri fondatori - Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi - iniziavano a mettersi insieme per assicurarsi un futuro di pace dopo la seconda Guerra mondiale. L'Unione Europea di oggi è composta da 28 Stati membri e la sua popolazione è in rapida crescita. Un trend che però rispecchia quello degli altri continenti.

Si prevede che da qui ad un anno, Africa e Asia ospiteranno più del doppio della popolazione degli altro quattro continenti messi assieme. Una questione che suscita preoccupazione sia tra i gruppi umanitari che tra gli ambientalisti.

La Banca mondiale ha calcolato in oltre 140 milioni gli sfollati a causa dei cambiamenti climatici entro il 2050. Altre organizzazioni prevedono tassi di migrazione forzata ancora più elevati. ReliefWeb, ad esempio, stima che, entro il 2050, circa un miliardo di persone, o una su nove nel pianeta, perderanno la propria casa per motivi ambientali.