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Salvini alla resa dei conti con M5S e Commissione europea

Salvini alla resa dei conti con M5S e Commissione europea
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REUTERS/Vincent Kessler
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Il terremoto delle europee con la Lega oltre il 34% non manca di produrre alcune scosse di assestamento nelle elezioni amministrative italiane. Il centrodestra conquista la regione Piemonte e governa così in tutte le regioni del nord.

Alle comunali, il centrosinistra conferma al primo turno i sindaci di Firenze, Bari, Bergamo, Modena e Pesaro. Il Movimento 5 Stelle perde i comuni di Livorno e Avellino.

Un quadro, quello del voto, che potrebbe sconvolgere gli equilibri del governo e la sua tenuta.

La Lega si afferma con un profilo di "partito nazionale", capace di imporre al governo una road map molto decisa di riforme a lei care. La tenuta del governo con i 5 Stelle si misurerà su alcuni dossier 'caldi' che rischiano di mettere a dura prova la già difficile convivenza tra i due partiti.

TAV

Innanzitutto la TAV: il presidente eletto della Regione Piemonte, Alberto Cirio, non ha perso tempo ad annunciare che la priorità è il completamento dell'Alta velocità Torino-Lione, un'opera avversata dal Movimento 5 Stelle. "Il voto in Piemonte è un messaggio chiaro anche sulla Tav", dice Salvini. "La Lega ha preso il triplo dei voti di chi dice no alla Tav".

Si è parlato di un referendum sulla tav, quale miglior referendum delle elezioni? L'80% dei piemontesi ha detto sì, ha detto che il treno deve andare. Ne parleremo in autunno, perché questo è il patto", ha concluso il leader leghista.

DECRETO SICUREZZA BIS

L'altro cavallo di battaglia è il decreto sicurezza bis. "È pronto e spero che sia approvato questa settimana", dice Matteo Salvini. I primi quattro articoli riguardano i soccorsi in mare e introducono una sanzione da 3.500 a 5.500 euro per ogni straniero soccorso e trasportato in Italia, oltre al trasferimento della competenza a limitare o vietare il transito e la sosta nel mare territoriale italiano dal ministro delle infrastrutture al ministro dell’interno.

LA LETTERA DELL'UE SULL'AUMENTO DEL DEBITO

Uscendo dai confini nazionali, si prepara la battaglia con la prossima commissione europea che vedrà le forze di governo in Italia all'opposizione nel parlamento europeo. A complicare lo scenario potrebbe essere l'imminente arrivo della lettera con la quale la Commissione europea chiederà spiegazioni sull'aumento del debito pubblico italiano. Primo passo per l'apertura di una procedura d'infrazione.

Nel 2018, si ricorsa, il debito/Pil italiano è passato al 132,2% dal 131,4% del 2017. Secondo il Def, poi, dovrebbe salire ancora al 132,6% nel 2019, ma secondo le stime comunitarie dovrebbe aumentare al 132,7% e poi al 135,2% nel 2020 (131,3% secondo il governo italiano).

Bruxelles chiederà al governo di chiarificare la posizione sul debito pubblico, a fronte del mancato rispetto della regola di riduzione nel 2018, in violazione del patto di Stabilità.

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