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Brexit: stop ai negoziati, nessun accordo tra Tory e Labour

Brexit: stop ai negoziati, nessun accordo tra Tory e Labour
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Si sono arenati dopo sei settimane di colloqui i negoziati tra Conservatori e Labour per trovare un accordo sulla Brexit. Lo ha confermato il leader dell'opposizione Jeremy Corbyn. "Non possiamo andare più avanti di così", ha detto Corbyn, che poi ha motivato lo stop ai negoziati dando la colpa alla "crescente debolezza ed instabilità" del governo.

Jeremy Corbyn, leader del partito laburista britannico, guarda già al prossimo avversario politico:

"Chiunque il Partito dei Conservatori decida sarà il suo leader - dice - noi faremo il nostro e li sfideremo. Li sfideremo per garantire il rapporto con l'Europa, ma anche su tutte le questioni di ingiustizia sociale, mancanza di investimenti, mancanza di alloggi in questo Paese perché questo è ciò che rappresenta il Partito Laburista".

Nel frattempo, l'asse Tory-Labour muore dunque ancor prima di vedere la luce e - spiega la premier Theresa May - a causa delle divisioni interne al Labour. "Non siamo riusciti a superare il fatto che non c'è una posizione comune nel partito laburista sul sì all'accordo Brexit o sulla possibilità di indire un secondo referendum - dichiara May, che rilancia: "Quando arriveremo a presentare la legislazione, penseremo attentamente a quello che abbiamo ottenuto con questi colloqui, . Valuteremo anche se le nuove idee occorse abbiano guadagnato voti per una maggiornaza alla Camera dei Comuni".

Theresa May ha dunque, e sempre più, le ore contate. Dopo la votazione in Parlamento sull'accordo negoziato con l'Unione Europea, l'iter delle sue dimissioni dovrebbe subire un'accelerazione. In vista del nuovo leader, individuato dal partito.