Guida a Eurovision 2019: dieci cose da sapere sul festival a Tel Aviv

Guida a Eurovision 2019: dieci cose da sapere sul festival a Tel Aviv
Dimensioni di testo Aa Aa

Con le semifinali del 14 e del 16 maggio e la gran finale del 18 maggio, va in scena a Tel Aviv il festival canoro più importante del mondo: Eurovision. Sono 41 le nazioni ai blocchi di partenza, ciascuno schiera un/a cantante o una band vincitrice di un concorso musicale nazionale. L'anno scorso sono stati 189 milioni i telespettatori incollati davanti allo schermo in 50 Paesi. L'Italia, come sappiamo, è rappresentata da Mahmood, che ha sbancato il Festival di Sanremo dopo aver vinto Sanremo giovani.

Visto che, con tutta probabilità, l'autore milanese sarà l'unico che avrete mai sentito nominare in vita vostra, ma vi accomoderete sul divano con piglio da raffinati critici musicali e pollici pronti per twittare le vostre critiche impietose alle performance... vi offriamo questa piccola guida a Eurovision 2019 per arrivare quantomeno (più) preparati degli altri e fare bella figura davanti ai vostri ospiti.

Chi sono i favoriti

La classifica virtuale proposta dai bookmakers cambia di ora in ora. Al momento di scrivere, Eurovisionworld dà come favorito il cantante olandese Duncan Laurence con addirittura il 24% di chances di portarsi a casa il titolo, e dunque consentire ai Paesi Bassi di ospitare l'edizione del prossimo anno. L'Olanda non vince dal 1975. Occhio anche a Sergey Lazarev, una "macchina da guerra musicale" russa: la delegazione è venuta per riprendersi la vittoria sfuggita nel 2016.

Due assenti, per motivi economici e politici

Non parteciperanno né la Bulgaria né l'Ucraina. Il primo Paese per motivi economici; quanto al secondo, c'è stato un mezzo caso politico, con la cantante Maruv che ha rifiutato di firmare un contratto che le avrebbe impedito di fare un tour in Russia, quindi ha detto che non l'ha fatto per quel motivo ma alla fine ha scritto su Facebook di non essere disponibile a diventare una "pedina" del governo di Kiev. Le seconde e terze scelte si sono rifiutate di recarsi a Tel Aviv.

Richieste di boicottaggio e campagne PR da parte di Israele

Tante sono state le polemiche, iniziate in verità già l'anno scorso a Lisbona, sulla location che ospita l'edizione 2019, Tel Aviv. La gaudente città balneare si trova a poco più di 40km da Ashdod, dove sono caduti ultimamente i razzi sparati dalla Striscia di Gaza, dove i palestinesi vivono nelle condizioni che ormai tutto il mondo conosce. Vari artisti hanno esortato i concorrenti a boicottare l'evento per l'occupazione della Cisgiordania e le violenze dell'esercito israeliano. Lo stato ebraico ha risposto con una campagna governativa di comunicazione, sfruttando la pubblicità di Google per reindirizzare il traffico verso un sito in cui la sigla BDS non sta più per "Boycott, Divestment, Sanctions", sigla del movimento che chiede il boicottaggio, bensì "Beautiful, Diverse, Sensational". La mossa propagandistica è stata ovviamente criticata dagli attivisti che si battono per i diritti dei palestinesi.

La canzone israeliana non piace tanto agli israeliani

Il cantante che rappresenta i padroni di casa si chiama Kobi Marimi. Si tratta di un attore che ha iniziato la sua carriera da cantante solo di recente. Ha vinto la sesta stagione di HaKokhav HaBa, un reality interattivo israeliano. La vittoria della sua Home è data a meno dell'1% dagli scommettitori e ha suscitato reazioni contrastanti. Tanto che, in risposta alle critiche, la vincitrice di Eurovision dell'anno scorso, Netta si è espressa a sostegno dell'artista sui social media, affermando di aver avuto una simile esperienza con la sua Toy.

Curiosità: la Shalva Band, composta da otto adulti con diverse disabilità, avrebbe dovuto rappresentare originariamente Israele a Eurovision. Tuttavia, si è ritirata perché la loro performance avrebbe violato le regole dello Shabbat. Impossibile per gli organizzatori recuperare un microfono "senza elettricità" e infruttuosa anche una petizione Internet per chiederne la partecipazione. Si esibiranno comunque come ospiti in un altro momento.

La super ospite Madonna potrebbe non essere la super ospite, dopo tutto

A poche ore dall'inizio di Eurovision rischia di saltare la performance della super ospite più attesa, Madonna. L'organizzazione ha reso noto che l'artista potrebbe non esibirsi nella finale del 18 maggio prossimo perché la cantante non ha ancora firmato un contratto con l'Unione Europea di Radiodiffusione (EBU). Lei, non curante della cosa, è intanto atterrata a Tel Aviv. Ulteriori sviluppi, si spera, nelle prossime ore.

La Grecia schiera l'Amy Winehouse locale, Roger Waters le chiede di non cantare

In patria ci si riferisce a Katerine Duska come la "Amy Winehouse greca". La cantante greca-canadese è diventata famosa per una cover di "Do I Wanna Know" degli Artic Monkeys: ascoltando l'interpretazione, capirete anche il perché di questo soprannome. A Euronews porta il singolo Better Love. I blogger sul posto hanno lodato la sua interpretazione durante le prove. Si esibirà, nonostante Roger Waters dei Pink Floyd le abbia chiesto di boicottare la manifestazione.

L'artista francese bersaglio dei troll online

Avete presente le polemiche del post-Sanremo? Sono nulla in confronto a ciò che accade sui social media francesi. Bilal Hassani, 19 anni, rappresenta la Francia e punta tutto su un messaggio forte, quello dell’accettazione di se stessi e della lotta alle discriminazioni. Su Internet è una star, ha milioni di views su Youtube e una grande comunità di fan. Ma da quando è stato selezionato per Eurovision, dopo aver vinto l'edizione di Destination Eurovision, lo Youtuber è stato bersaglio di stalking online e insulti da parte di troll per la sua sessualità, il modo di truccarsi e perfino per le sue origini marocchine. Quanto a lui, dice che la sola cosa che lo spaventa è cantare di fronte a 200 milioni di persone. La sua canzone, Roi, è scritta da Madame Monsieur.

View this post on Instagram

jsuis obsédé par cet outfit ??

A post shared by Bilal Hassani (@iambilalhassani) on

Non può mancare una band tecno-distopica che lotta contro il capitalismo

Quest'anno a dare il necessario contributo di stivali in pelle, borchie, frustini e lenti vampiriche ci pensano gli Hatari, un collettivo artistico tecno-distopico fondato a Reykjavik nel 2015. Dicono di essere a Eurovision per combattere il capitalismo. Tutto fila.

Hatari - Lilja Jóns

Le quattro ragazze polacche lanciate dai Depeche Mode

Il gruppo di ragazze polacche, conosciuto con il nome di Tulia, è diventato famoso nel 2017 quando i Depeche Mode hanno pubblicato la versione folk della band della hit Enjoy the Silence sulla loro pagina ufficiale. Le quattro fanciulle di Szczecin si esibiscono nello stile tradizionale chiamato śpiewokrzyk, letteralmente "canto urlato": si sono messe insieme per calcare i palcosenici su incoraggiamento dei loro fan.

Occhio al blocco scandinavo

Anche quest'anno, Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda faranno di tutto per aiutarsi a vicenda e aiutare i loro candidati a vincere il concorso. C'è chi ha calcolato quante volte ciascun Paese ha votato per l'altro dal 1956 (!), permettendo al blocco scandinavo di portare a casa 13 vittorie.

La Norvegia è la più grande fan della Svezia, ma anche della Danimarca. Quanto a Norvegia, Finlandia e Islanda, è la Svezia la nazione da cui sono arrivati più voti. Ciononostante, quando gli svedesi devono esprimere una preferenza in assoluto, storicamente hanno scelto...l'Irlanda, la nazione che ha vinto Eurovision più volte. "Dove va l'Irlanda, segue la Svezia. In ogni singola rete forte in cui troviamo l'Irlanda, troviamo anche la Svezia. I norvegesi, danesi, danesi, finlandesi e islandesi continuano a dare i loro punti alla Svezia anno dopo anno, mentre Svezia e Irlanda se la ridono fino a salire sul gradino più alto del podio", si legge sul sito di analisi dati Sisense.