ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Nucleare iraniano, monito di Teheran a Usa e Ue

Nucleare iraniano, monito di Teheran a Usa e Ue
Diritti d'autore
REUTERS/Abdullah Dhiaa Al-Deen
Dimensioni di testo Aa Aa

Due mesi di tempo per riequilibrare i termini dell'accordo sul nucleare iraniano. Altrimenti Teheran, che ha già sospeso lo smaltimento degli stock di uranio arricchito e acqua pesante che ancora possiede, riprenderà le attività di arricchimento dell'uranio. L'Iran punta il dito contro gli Stati Uniti, che dopo essersi ritirati dall'accordo, un anno fa, hanno reintrodotto nuove sanzioni che colpiscono duramente l'economia persiana. Rivolto a Washington, il presidente Hassan Rouhani lancia di nuovo un monito. "Se useranno i nostri atti come pretesto per rinviare il dossier al Consiglio di sicurezza dell'Onu, dovranno mettere in conto una reazione molto forte. E nella lettera ai cinque paesi ho spiegato che tipo di forte reazione sarà".

In base agli accordi del 2015, raggiunti dopo una lunga e faticosa trattativa, Teheran può legalmente assumere decisioni come quelle annunciate, se gli altri firmatari non rispettano i loro impegni. "L'intesa sul nucleare è ancora in vigore, e l'intesa agli articoli 26 e 36 prevede che, se le controparti violano i loro impegni, anche noi abbiamo il diritto di ridurre i nostri impegni. Oggi annunciamo una riduzione dei nostri impegni, non un ritiro dall'accordo", ha aggiunto il presidente.

L'aumento della tensione con Washington spinge Teheran a una più stretta relazione con la Russia, che è del resto un suo partner chiave. I ministri degli Esteri dei due paesi, Lavrov e Zarriff, fanno appello all'Unione europea affinché compia gli sforzi utili a salvare l'accordo. "Chiediamo a tutti i firmatari dell'intesa di mettere fine a questa situazione e a cominciare a rispettare in pieno i loro impegni. Su questa strada avranno il nostro sostegno. Facciamo appello, come abbiamo fatto diverse volte in passato, a concentrarci sui passi previsti dall'accordo così come approvato dal Consiglio di sicurezza", ha detto parlando ai giornalisti Lavrov.

A febbraio Gran Bretagna, Germania e Francia, tre dei paesi firmatari, avevano tentato di mantenere i rapporti economici con Teheran aggirando le sanzioni; un tentativo fallito per la minaccia statunitense di ritorsioni nei confronti delle imprese coinvolte. Oltre a una caduta verticale degli investimenti stranieri, le sanzioni contro l'Iran hanno fatto crollare la moneta nazionale al suo minimo storico, facendo schizzare in alto il prezzo del petrolio tanto sui mercati statunitensi che su quelli europei.