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Xi Jinping discute di Stati Uniti e crisi globali nella videochiamata con Vladimir Putin

Il presidente russo Vladimir Putin parla con il presidente cinese Xi Jinping in videoconferenza al Cremlino di Mosca, mercoledì 4 febbraio 2026.
Il presidente russo Vladimir Putin parla con il presidente cinese Xi Jinping in videoconferenza al Cremlino di Mosca, mercoledì 4 febbraio 2026. Diritti d'autore  AP Photo/Vyacheslav Prokofyev
Diritti d'autore AP Photo/Vyacheslav Prokofyev
Di Malek Fouda
Pubblicato il
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Il presidente cinese Xi Jinping ha tenuto una videochiamata con il suo omologo russo Vladimir Putin per discutere di legami bilaterali e scambiare strategie e opinioni sulle attuali tensioni geopolitiche. La telefonata tra i due alleati è avvenuta poco prima di quella tra X e Trump

Il presidente cinese Xi Jinping e il presidente russo Vladimir Putin hanno tenuto una videochiamata mercoledì per discutere della cooperazione economica tra Pechino e Mosca, delle loro relazioni con gli Stati Uniti e dei legami bilaterali.

La telefonata si è inserita in una serie di incontri tra Xi e i leader occidentali, che hanno cercato di rafforzare i legami con la Cina nonostante le divergenze sul conflitto in Ucraina. Per anni i leader europei hanno fatto pressione sulla Cina affinché ponesse fine al suo sostegno alla Russia, anche se Pechino è diventato il principale partner commerciale del Cremlino, che cerca di alleviare le sanzioni occidentali.

"Vorrei assicurarvi ancora una volta il fermo sostegno ai nostri sforzi comuni per garantire la sovranità e la sicurezza dei nostri Paesi, il nostro benessere socio-economico e il diritto di scegliere il nostro percorso di sviluppo", ha dichiarato Putin nel discorso di apertura.

Molti dei più stretti partner occidentali degli Stati Uniti hanno cercato di approfondire i legami con la Cina per superare i disaccordi con il presidente Donald Trump e per creare un cuscinetto in un clima geopolitico teso creato da Washington dopo il ritorno in carica di Trump.

Putin: legame tra Mosca e Pecchino fattore di stabilizzazione

Gli scontri con Trump sui dazi, le minacce di annettere la Groenlandia all'alleato della Nato, la Danimarca, e l'esclusione dell'Europa dagli sforzi di pace in Ucraina hanno portato il primo ministro canadese Mark Carney e quello britannico Keir Starmer a visitare la Cina nelle ultime settimane. Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz dovrebbe visitare Pechino a febbraio.

"In mezzo alle crescenti turbolenze globali, il legame di politica estera tra Mosca e Pechino è rimasto un importante fattore di stabilizzazione", ha dichiarato Putin. Xi ha dichiarato che lui e Putin discuteranno i piani per lo sviluppo dei legami bilaterali e "scambieranno opinioni sulle principali questioni strategiche", secondo la traduzione russa del suo discorso di apertura.

Il presidente russo sottolineato che i due Paesi devono "sfruttare un'opportunità storica per continuare ad approfondire la cooperazione strategica". Poiché mercoledì segna il primo giorno di primavera, secondo il calendario cinese, il leader cinese ha detto che vorrebbe lavorare per stabilire un "nuovo schema per le relazioni Cina-Russia" con il suo omologo russo, in un giorno che simboleggia nuovi inizi.

"Ogni stagione è primavera nelle relazioni Russia-Cina", ha risposto Putin. Il consigliere per gli affari esteri di Putin, Yuri Ushakov, che ha informato i giornalisti dopo la telefonata tra Putin e Xi, ha sottolineato che Mosca e Pechino "si sostengono a vicenda su questioni chiave riguardanti gli interessi nazionali di fronte alle sfide esterne".

Ushakov ha detto che Xi ha invitato Putin a visitare la Cina nella prima metà dell'anno e il leader russo ha accettato. Putin parteciperà anche al vertice della Cooperazione economica Asia-Pacifico che la Cina ospiterà a Shenzhen a novembre.

I legami tra Pechino, Mosca e Washington

Putin e Xi hanno avuto uno scambio di opinioni sulle relazioni dei loro Paesi con gli Stati Uniti, ha detto Ushakov, notando che "praticamente coincidono", compresa la loro valutazione del Consiglio di pace di Trump.

"Russia e Cina sono a favore di una cooperazione paritaria e reciprocamente vantaggiosa sulla base del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite", ha dichiarato l'assistente di Putin.

Durante la telefonata, Putin ha fatto notare che Washington non ha risposto alla sua proposta di proroga di un anno del trattato sulle armi nucleari New Start tra Stati Uniti e Russia, che scade giovedì.

Putin ha sottolineato che "in questa situazione agiremo in modo equilibrato e responsabile, sulla base di un'analisi approfondita della situazione della sicurezza", e ha fatto notare che la Russia "rimarrà aperta alla ricerca di modalità di negoziazione per garantire la stabilità strategica".

Si è parlato anche delle tensioni che coinvolgono l'Iran e della situazione in Venezuela e a Cuba. "Hanno parlato del mantenimento del livello di cooperazione raggiunto dai nostri Paesi con Caracas e L'Avana", ha detto Ushakov.

Putin ha ribadito il sostegno della Russia alla politica di Pechino su Taiwan, il "Principio di una sola Cina", osservando che il Cremlino sostiene e riconosce pienamente la rivendicazione della Cina sull'isola autogovernata.

La telefonata di Xi con Putin è avvenuta poco prima che il leader cinese tenesse un'ampia telefonata con Trump, in cui i due hanno discusso di tutto, dai legami bilaterali al commercio, fino ai conflitti globali in corso.

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