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Microfoni senza elettricità e bus gratuiti: può Eurovision convivere con lo Shabbat ebraico?

Microfoni senza elettricità e bus gratuiti: può Eurovision convivere con lo Shabbat ebraico?
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Preparativi all'Eurovision Village di Tel Aviv - REUTERS/Corinna Kern
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Dal venerdì sera al sabato sera, gli ebrei osservanti non possono svolgere una serie di attività lavorative e non che vanno dalla semina alla cattura di un animale. Non possono nemmeno entrare in contatto o utilizzare un dispositivo elettrico.

"Non farai nessun tipo di lavoro", dice la Torah, e sebbene l'osservanza di questo dettame sia più "rilassata" a Tel Aviv che a Gerusalemme, è comunque quasi impossibile trovare mezzi di trasporto pubblico di sabato.

Peccato che la finale di Eurovision, il Festival della canzone europea, cada proprio di sabato, il prossimo 18 maggio alle 22 ora locale. Ci siamo chiesti in che modo lo Shabbat ebraico potrà influire sull'organizzazione e la logistica di uno dei più grandi festival musicali del mondo.

Attenzione al microfono: deve essere compatibile con lo Shabbat

Del rapporto tra Shabbat e festival musicali si è iniziato a parlare nel febbraio scorso, quando uno dei gruppi favoriti per rappresentare Israele ha deciso di lasciare l'Eurovision Song Contest a causa dell'obbligo di partecipare alle prove generali durante le ore di festa ebraica, cioè prima che la terza stella apparisse in cielo nel giorno di sabato 18 maggio.

Il gruppo in questione, "Shalva Band", è composto da otto adulti con diverse disabilità, tra cui sindrome di Down e l'autismo. Shalva è un'organizzazione israeliana che si occupa di sostenere le persone con disabilità.

Ci sono stati diversi tentativi infruttuosi di convincerli a partecipare al concorso. Tra questi, una petizione online che ha raggiunto più di 10.000 firme in cui si chiedeva alla EBU, European Broadcasting Union (ovvero, gli organizzatori), di fare un'eccezione per poter rispettare il sabato e permettere loro di competere nella finale. EBU non ha tuttavia fatto alcuna concessione.

L'organizzazione ebraica dell'Eurovision Song Contest ha quindi cercato di procurarsi un microfono e degli strumenti che permettessero agli osservanti di partecipare alla gara canora senza violare le leggi della Torah. La richiesta è stata avanzata all'Istituto Tzomet, azienda che dal 1976 produce ogni tipo di oggetti che, approvati dai rabbini, possono essere utilizzati durante lo Sabbath.

"Business as usual" per Eurovision nonostante razzi e bombe tra Israele e Gaza

Situata nell'insediamento ebraico di Alon Shvut, in Cisgiordania, questa istituzione mette assieme scienziati e rabbini allo scopo di produrre dispositivi medici, ma anche penne stilografiche, che che non necessitino di intervento umano per essere azionate. "Nella legge ebraica ciò che conta di più non è il risultato, ma il percorso che si intraprende per raggiungerlo", si legge sul loro sito web.

I "microfoni senza elettricità" compaiono nel catalogo, in cui si spiega come rispettare la legge della Torah: "Il sistema usa solo transistor, senza alcun elemento che brucia [...] non viene mai azionato manualmente bensì con un timer apposito, il timer Shabbat, e una volta acceso, la corrente scorre continuamente nel sistema".

Ciononostante, in questa occasione i rabbini di Tzomet hanno deciso di non accogliere la richiesta di microfono da parte di Eurovision perché, secondo i media israeliani, ritenevano che un eventuale aiuto finisse con il legittimare una profanazione di massa del Sabato.

Vantaggi per i turisti che arriveranno a Tel Aviv

Il fatto che praticamente non esista trasporto pubblico durante lo Sabbath potrebbe essere un vantaggio per i fan di Eurovision a Tel Aviv. Il consiglio comunale ha annunciato che saranno disponibili autobus gratuiti dal centro città verso il village di Charles Clore Park, dove si svolgerà la competizione. Previsto inoltre il rafforzamento del servizio di taxi condiviso, noti come "sherut".

D'altra parte, venerdì 17 potrà essere il giorno giusto per scoprire come le famiglie di Tel Aviv celebrano lo Shabbat. Un'iniziativa, chiamata Welcoming Shabbat, punta a mettere in contatto migliaia di turisti con le famiglie locali per farli partecipare all'atmosfera festosa della vigilia di Shabbat, ha detto il sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai, commentando il progetto. "A tale proposito, ho detto a mia moglie di tenersi libera così da poter cucinare".