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"Business as usual" per Eurovision nonostante razzi e bombe tra Israele e Gaza

"Business as usual" per Eurovision nonostante razzi e bombe tra Israele e Gaza
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Lavoratori allestiscono il palco per l'Eurovision Song Contest di Tel Aviv - REUTERS/Amir Cohen
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Sono poco più di 40 i km che separano la città di Ashdod, dove sono caduti i razzi che hanno ucciso una persona, e l'Expo Tel Aviv, dove settimana prossima andrà in scena l'Eurovision Song Contest 2019.

Sono in tanti a domandarsi se gli echi delle bombe della peggiore escalation militare dal 2014 arriveranno fino al palco dove si esibiranno i cantanti e le band di oltre 40 Paesi.

Dopo il cessate il fuoco, a Gaza si respira una calma irreale. Tacciono per ora le armi dei gruppi armati della Striscia e dell’esercito israeliano. La kermesse canora continentale, alla quale parteciperà per l'Italia il vincitore del festival di Sanremo, Mahmood, si terrà a Tel Aviv settimana prossima, dal 14 al 18 maggio.

Dopo il lancio di razzi sulle città meridionali e i raid aerei che hanno colpito oltre 200 obiettivi su Gaza, il clima da quelle parti è incandescente. Il bilancio è di 25 morti palestinesi e 4 israeliani.

Un tweet dell'ambasciata tedesca in Israele che mostra i punti in cui sono caduti razzi in Israele

Nella città costiera, i preparativi per il festival continuano senza sosta. Le prime delegazioni di 41 Paesi sono già arrivate in loco e stanno provando al Centro congressi di Tel Aviv. L'European Broadcasting Union (EBU) che organizza l'evento ha fatto sapere domenica che la sicurezza dello show e di chi partecipa è sempre al primo posto, e che lavora di concerto con la televisione israeliana KAN e l'esercito per monitorare la situazione da vicino.

Il produttore TV israeliano, Tali Eshkoli, crede che tutto andrà per il verso giusto e non sarà necessario "implementare nessuno scenario" di emergenza.

Le domande sulla sicurezza e sulle operazioni militari sono stoppate con educazione durante le conferenze stampa, indica l'agenzia stampa tedesca Dpa. "Ci sono missili a 30km a sud di Tel Aviv? Siete preoccupati?", chiede un reporter. Sivan Avraha, una delle responsabili dell'organizzazione di quest'anno, ha risposto che tutto "continua come previsto, non ci siamo preoccupati finora, quindi passiamo alla prossima domanda".

Normalità è un mantra, a Tel Aviv per gli organizzatori è imperativo che si parli solo di musica. The show must go on. Ma gli attivisti palestinesi non ci stanno e denunciano che il festival non può tenersi in città se, poco distante, la situazione a Gaza è drammatica. Un rappresentatne di Hamas ha detto al quotidiano israeliano Haaretz che "non è possibile che loro cantino e si divertino mentre noi soffriamo".

Un portavoce della organizzazione palestinese Jihad islamica, sabato scorso, ha promesso che farà di tutto affinché Eurovision non abbia successo in Israele. Il leader di Hamas, Mahmoud Al-Sahar, ha detto ai giornalisti a Gaza: "Non fermeremo gli attacchi, l'equazione: calma in cambio di pace non si applica" in questo caso, scrive la Dpa. Gilard Erdan, ministro della Sicurezza israeliano, ha messo in guardia Hamas contro ogni tipo di concessione. "Gli eventi culturali non entrano nel calcolo della forza con cui saranno condotte le rappresaglie militari.

Poche migliaia di turisti in arrivo per il festival, gli hotel abbassano i prezzi

Il governo israeliano ha confermato che Eurovision 2019 non influisce nelle considerazioni sulle operazioni militari a Gaza. Haaretz informa che è previsto l'arrivo di appena 5mila turisti: un numero esiguo rispetto ai 38mila visitatori unici dell'edizione svedese 2016, per esempio (un dato in linea con quelle che si sono recate a Dusseldorf nel maggio 2011). Nel 2017, la città di Kiev è stata visitata da 60mila turisti nei 15 giorni presi in esame da eurofestivalnews.

Il quotidiano israeliano scrive che allo stato attuale delle cose gli alberghi non hanno ancora registrato cancellazioni ma le strutture hanno abbassato i prezzi rispetto a quanto preventivato - anche del 70%.

Ad esempio,per una camera doppia con colazione durante la settimana del 13-19 maggio, il boutique CUCU Hotel ora chiede 5.500 shekels (1.370€) rispetto ai 19mila iniziali (4.733€). L'Orchid Tel Aviv ha abbassato la tariffa da 18.400 shekel a 6.800, l'Alma è arrivata a 7.500 shekel partendo da una quotazione iniziale di 20mila.

Prima del cessate il fuoco, Yossi Fattal, CEO dell'Incoming Tour Operators Association di Israele, aveva detto di essere ottimista sul fatto che l'impatto dei combattimenti sul turismo in arrivo sarebbe stato minimo. Fattal ritiene che 10 o 20mila turisti in più o in meno non faranno comunque la differenza perché in maggio, di solito, il flusso turistico si attesta già sulle 400mila unità; pensa inoltre che il vero impatto di Eurovision sarà mediatico, e gli effetti si faranno sentire non tanto in concomitanza dell'evento, quanto successivamente.

Murale fuori dal villaggio Eurovision - REUTERS/Corinna Kern

Proprio il 14 maggio, data della prima semifinale, ricorre l'anniversario della proclamazione dello Stato indipendente di Israele da parte di David Ben-Gurion. Tel Aviv ospita il festival in virtù della vittoria dello scorso anno di Netta Barzilai, cantante israeliana, e della sua TOY.

Madonna sarà la superospite di questa edizione, milionario il suo cachet.

Boicottare l'Eurovision Song Contest in Israele significa "diffondere l'oscurità", ha detto proprio la vincitrice della passata edizione di Lisbona. La cantante ha ricordato che l'Eurovision fu istituito sulla scia della Seconda Guerra Mondiale per guarire un continente piagato "con un festival di luce". "La gente che boicotta la luce - ha spiegato incontrando i media - diffonde l'oscurità". Da più di un Paese si sono levate richieste di boicottaggio della rassegna, dall'Irlanda all'Islanda. Gruppi aderenti al movimento pro palestinese di boicottaggio di Israele (Bds) e artisti come Rogers Waters hanno chiesto ai cantanti in gara e agli ospiti della manifestazione, tra cui Madonna, di non partecipare al festival.